Di Maio continua a non sapere quanto sono distanti Roma e Pescara

Di Maio continua a non sapere quanto sono distanti Roma e Pescara

Da alcuni giorni il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio continua a ripetere che per raggiungere la città di Pescara da Roma ci vogliono sei ore. Lo ha iniziato a dire in riferimento alla TAV, spiegando che «quando mi sveglio io penso che ci vogliono 6 ore per andare da Roma a Pescara, non mi sveglio pensando a un buco che collega Torino e Lione»; lo ha ribadito oggi in un post su Facebook, in cui ha parlato di «5-6 ore». Le cose sono però molto diverse: come dimostra una semplice ricerca sul sito di Trenitalia, ogni giorno partono tre regionali veloci da Roma Termini e diretti a Pescara, che ci impiegano 3 ore e 22 minuti senza cambi. Per impiegarci sei ore bisogna ricorrere a una soluzione con diversi cambi.

Oggi #MaratonAbruzzo per Sara Marcozzi presidente dell'Abruzzo! Adesso montagna e tra qualche ora mare! Che terra…

Gepostet von Luigi Di Maio am Freitag, 8. Februar 2019

Uno dei refusi più bellici dell’anno

Uno dei refusi più bellici dell'anno

Chiunque scriva per mestiere sa che gli errori di digitazione capitano, e noi al Post ne siamo particolarmente consapevoli: ne facciamo, li correggiamo di gran corsa, qualcuno ci sfugge comunque, ogni anno cerchiamo di riderci sopra raccogliendo i più belli che ci siamo lasciati scappare (dopo essere andati a sistemarli). Insomma, tutto per questo per dire che siamo molto solidali con quello che è capitato oggi pomeriggio a Repubblica.

Per ribadire che siamo tutti sulla stessa barca: qui una volta abbiamo scritto “espluso” nel titolo di apertura. Un’altra volta siamo andati online per errore con la breaking news che vedete qui sotto. Il responsabile è stato inviato sulle Ande a occuparsi di capibara.

In Nuova Zelanda vogliono sapere di chi è questa chiavetta USB trovata nella cacca congelata di una foca

In Nuova Zelanda vogliono sapere di chi è questa chiavetta USB trovata nella cacca congelata di una foca

Il National Institute of Water and Atmospheric Research (NIWA), che collabora nella ricerca scientifica col governo della Nuova Zelanda, ha diffuso un appello su Twitter per identificare il proprietario di una chiavetta USB, trovata per caso nelle feci congelate di una foca leopardo, conservate nei suoi laboratori da circa un anno. Dopo il ritrovamento, la chiavetta è stata lasciata asciugare per alcuni giorni e, con sorpresa dei ricercatori, ha ripreso a funzionare. Al suo interno sono state trovate fotografie e un video, che NIWA ha pubblicato sui social network per ricevere indizi e risalire al proprietario della chiavetta.

Le foche leopardo vivono solitamente nelle acque dell’Antartide, ma da qualche anno si sono spostate verso le coste meridionali della Nuova Zelanda, popolando nuovi tratti di mare. I ricercatori le stanno studiando per capire il cambiamento nelle abitudini: l’analisi delle feci, raccolte da volontari, offre informazioni preziose sulle abitudini alimentari di questi animali e sui luoghi dove trovano il cibo.

Un esemplare di foca leopardo, fotografato in Antartide (Ric Tapia via AP)

NIWA chiede inoltre a chi si avventura in mare di filmare e fotografare le foche leopardo, inviando poi il materiale ai suoi ricercatori. Nel video trovato sulla chiavetta, e ripreso da un kayak, si vedono alcune foche leopardo in compagnia della madre.

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