Daniele De Rossi si è camuffato per vedere in curva il derby di Roma

Daniele De Rossi si è camuffato per vedere in curva il derby di Roma

L’ex capitano della Roma Daniele De Rossi, da poco rientrato in Italia dopo la sua esperienza in Argentina con il Boca Juniors (l’ultima della sua carriera da calciatore), ha visto il derby tra Roma e Lazio di domenica scorsa tra i tifosi della Roma nella curva Sud dello Stadio Olimpico. Per non essere riconosciuto si è camuffato con l’aiuto di una truccatrice. Allo stadio si è presentato poi con l’attore Valerio Mastandrea, noto tifoso romanista, e Diego Bianchi, giornalista e presentatore del programma di La7 Propaganda Live.

Il video che confronta Kobe Bryant e Michael Jordan

Il video che confronta Kobe Bryant e Michael Jordan

Nei giorni successivi alla morte di Kobe Bryant, avvenuta domenica in un incidente di elicottero, è tornato a circolare online un vecchio video che metteva a confronto le sue giocate con quelle di Michael Jordan, il giocatore di basket più forte e famoso di tutti i tempi. Bryant, infatti, è stato probabilmente il giocatore di NBA più forte e celebre in quell’arco temporale tra la fine della carriera di Jordan, cioè la fine degli anni Novanta, e l’ascesa di LeBron James, cioè la fine degli anni Duemila. In quei dieci anni vinse cinque titoli coi Los Angeles Lakers, e le discussioni sulle sue somiglianze con Jordan si sprecarono: oltre a condividere una smisurata competitività, i due giocavano nello stesso ruolo, quello di guardia, e per molti aspetti avevano uno stile di gioco simile. Il video di Youssef Hannoun ha montato alcune giocate dei due giocatori per provare queste somiglianze.

– Leggi anche: Dieci grandi momenti della carriera di Kobe Bryant

Sergio Mattarella su Kobe Bryant e i legami tra le persone

Sergio Mattarella su Kobe Bryant e i legami tra le persone

In visita all’Università degli Studi del Sannio di Benevento, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato della morte di Kobe Bryant, avvenuta domenica scorsa a Los Angeles. In un discorso sull’importanza della cultura come miglior risposta all’intolleranza, Mattarella ha citato il fatto che Bryant avesse studiato in Italia da ragazzo, collegandolo all’affetto mostrato dal nostro paese in questi giorni, per sottolineare come «la comunanza di studi leghi davvero le persone, al di sopra dei legami politici, istituzionali ed economici». Bryant era famoso in tutto il mondo ma era particolarmente amato qui in Italia, dove da ragazzo aveva vissuto per diversi anni seguendo il padre, giocatore di basket come lui, tra Rieti, Reggio Calabria, Pistoia e Reggio Emilia.

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