La copertina del Süddeutsche Zeitung Magazin con il coming out di 185 attori e attrici LGBT+

La copertina del Süddeutsche Zeitung Magazin con il coming out di 185 attori e attrici LGBT+

Nell’articolo di copertina del Süddeutsche Zeitung Magazin di questa settimana, il magazine allegato al quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung, 185 attori e attrici gay, bisessuali e transgender hanno fatto pubblicamente coming out, firmando un manifesto in cui chiedono una maggiore rappresentanza delle persone LGBT+ nella televisione e nel cinema.

Il titolo della copertina dice: «Siamo già qui». All’interno della rivista, nel manifesto si legge: «Ci identifichiamo, tra le altre cose, come lesbiche, gay, bi, trans, queer, inter e nonbinari. Fino a ora non siamo stati in grado di parlare apertamente delle nostre vite private senza temere ripercussioni nelle nostre vite professionali».

Nella rivista ci sono anche interviste ad alcune persone firmatarie del manifesto, che raccontano come agenti, manager e produttori avessero sconsigliato loro di fare coming out, perché questo avrebbe potuto danneggiare la loro carriera e render loro più difficile essere accettati per i ruoli di personaggi eterosessuali.

Il Sanremo di quarant’anni fa è rimasto, nonostante tutto

Il Sanremo di quarant'anni fa è rimasto, nonostante tutto

Come ha ricordato e raccontato per Sky TG24 il giornalista Giuseppe Pastore, il 5 febbraio di quarant’anni fa iniziò la 31ª edizione del Festival di Sanremo, nella quale furono presentate diverse canzoni ancora oggi famosissime. Quel Festival, il cui conduttore era Claudio Cecchetto, aveva infatti  “Gioca Jouer” come sigla, e tra le canzoni in gara aveva: “Ancora” di Edoardo De Crescenzo, “Sarà perché ti amo” dei Ricchi e Poveri e “Maledetta Primavera” di Loretta Goggi.

Nessuna di queste vinse però quel Festival. A vincere fu infatti “Per Elisa”: un’apprezzata, seppur meno orecchiabile, canzone di Alice.

Quell’anno – in cui in concorso a Sanremo c’erano anche “Caffè nero bollente” di Fiorella Mannoia, “Roma Spogliata” di Luca Barbarossa – sul podio dietro a “Per Elisa” finirono “Maledetta primavera” e “Tu cosa fai stasera?” di Dario Baldan Bembo. Tra gli ospiti ci furono i Dire Straits che sul palco eseguirono (in playback) “Tunnel of Love” e “Romeo and Juliet”.

La strana e bellicosa lettera con cui Donald Trump ha lasciato un sindacato di attori

La strana e bellicosa lettera con cui Donald Trump ha lasciato un sindacato di attori

Con una lettera piuttosto strana e bellicosa, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato il principale sindacato degli artisti televisivi statunitensi, il SAG-AFTRA, appena prima che iniziasse un procedimento disciplinare per espellerlo per via del suo ruolo nell’attacco al Congresso statunitense del 6 gennaio, compiuto dai suoi sostenitori. Trump faceva parte del sindacato dal 1989: prima di fare il presidente infatti era noto tra le altre cose per condurre il reality show The Apprentice, e nella sua breve carriera da attore era anche apparso in varie serie tv e film, perlopiù nella parte di se stesso. Uno dei suoi ruoli più celebri è stato quello in Mamma ho perso l’aereo 2, come non ha mancato di ricordare nella lettera.

Nella lettera Trump si dice «molto fiero» della propria carriera cinematografica e televisiva, ma accusa il sindacato di «non avere mai fatto niente» per lui. Si attesta, oltre ai meriti per i suoi ruoli – sempre da comparsa o poco più – anche quello di aver rivitalizzato il settore della tv via cavo grazie all’effetto della sua presidenza sui programmi di news: «ho creato migliaia di posti di lavoro in network come MSNBC e alla Fake News CNN». SAG-AFTRA ha risposto alla lettera di Trump con una nota che contiene solo un messaggio: «Grazie».

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