A Chicago, dove sta facendo molto freddo, danno fuoco ai binari per poterci fare passare i treni

A Chicago, dove sta facendo molto freddo, danno fuoco ai binari per poterci fare passare i treni

Nel Midwest degli Stati Uniti – che nonostante il nome è nel nord-est degli Stati Uniti – sta facendo molto freddo. In città come Chicago e Minneapolis, nell’Illinois e nel Minnesota, a causa dei venti gelidi provenienti dall’artico le temperature sono arrivate in certi casi fino a -50 gradi centigradi. È il fenomeno di cui potreste aver sentito parlare con il nome di Polar Vortex. Le bassissime temperature hanno causato problemi di vario tipo e hanno portato alla chiusura di scuole e uffici e persino alla sospensione, in certe aree, del servizio postale. A Chicago, per garantire almeno il servizio dei treni, sono state utilizzate le scaldiglie, probabilmente a gas, per scongelare con il calore delle fiamme gli scambi dei binari.

Uno storico olandese ha detto ai miliardari del Forum di Davos di pagare le tasse, invece di parlare di filantropia

Uno storico olandese ha detto ai miliardari del Forum di Davos di pagare le tasse, invece di parlare di filantropia

Il 25 gennaio lo storico olandese Rutger Bregman ha fatto un efficace discorso contro l’evasione e l’elusione fiscale durante il Forum di Davos, l’annuale incontro organizzato dal World Economic Forum in cui i leader mondiali si incontrano con i rappresentanti delle grandi società e i responsabili delle principali organizzazioni economiche internazionali. Di fronte a un pubblico di persone molto ricche e potenti, dunque, Bregman ha detto:

Qui si può vedere il video completo dell’incontro durante il quale Bregman ha fatto il suo discorso mentre qui sotto c’è la traduzione completa di tutto quello che Bregman dice nel video tagliato da NowThis:

«È la prima volta che vengo a Davos e la trovo un’esperienza piuttosto incredibile, a essere onesto. Cioè, 1.500 aerei privati hanno volato fino a qui per un discorso di David Attenborough su come stiamo distruggendo il pianeta. Qui le persone parlano di partecipazione, giustizia, uguaglianza e trasparenza, ma nessuno solleva l’argomento dell’evasione fiscale, giusto? E del fatto che i ricchi non pagano la loro parte, quella che è giusto che paghino. Mi sento come a una conferenza di pompieri in cui non è permesso parlare dell’acqua.

C’è stato solo un incontro – nascosto tra altre cose, al media center – in cui si è parlato di evasione fiscale. Ero una delle 15 persone che hanno assistito. Qualcosa deve cambiare qui.

Dieci anni fa il World Economic Forum si pose la domanda “Cosa deve fare l’industria per prevenire un grosso contraccolpo sociale?”. La risposta è molto semplice: smettete di parlare di filantropia e cominciate a parlare di tasse. Tasse, tasse.

Due giorni fa il miliardario Michael Dell [fondatore e CEO dell’azienda produttrice di computer Dell, ndr] era qui e ha chiesto: “Provate a dirmi un paese in cui un’imposta sul reddito per i redditi più alti del 70 per cento abbia funzionato”. Io sono uno storico: sono gli Stati Uniti, ecco dove ha funzionato, erano gli anni Cinquanta. Durante la presidenza di Eisenhower, il reduce di guerra, l’imposta sui redditi più alti, quelli di persone come Dell, era del 91 per cento. La tassa più alta sulle proprietà immobiliari, quella per le persone come Dell, era più alta del 70 per cento. Questa non è fisica quantistica.

Possiamo parlare a lungo di queste stupide strategie filantropiche, possiamo invitare Bono per l’ennesima volta, ma dobbiamo parlare di tasse. Tutto qui: tasse, tasse, tasse. Tutto il resto sono stronzate. Secondo me».

Bregman ha 30 anni ed è l’autore di Utopia per realisti, pubblicato in italiano da Feltrinelli. Nel video con cui l’intervento di Bregman è circolato online (anche il senatore americano Bernie Sanders lo ha diffuso su Twitter) ci sono anche due interventi di Winnie Byanyima, il capo di Oxfam International, una confederazione internazionale di organizzazioni no profit impegnate nella riduzione della povertà nel mondo, e una domanda dell’ex CEO di Yahoo Ken Goldman, secondo cui si stava parlando troppo di tasse.

Milo Manara ha un po’ di cose da dire su “Adrian”

Milo Manara ha un po' di cose da dire su "Adrian"

Il fumettista e disegnatore Milo Manara ha scritto sulla sua pagina Facebook alcune precisazioni su “Adrian”, la serie animata in onda dal 21 gennaio scorso su Canale 5, ideata e scritta da Adriano Celentano. Dopo i primi episodi, la serie ha raccolto diverse critiche per la qualità della trama e dell’animazione, ritenuta povera e distante da altri lavori di Manara, che ha partecipato alla definizione dei disegni dei personaggi. Manara ha spiegato che il progetto “Adrian” risale ormai a 10 anni fa e che gli era stato affidato solamente lo studio dei personaggi, di qualche sfondo e delle scene principali. In seguito la produzione ha seguito una propria strada, senza che Manara fosse direttamente coinvolto nei lavori di animazione.

Una dovuta precisazione in merito al mio coinvolgimento nella serie "Adrian".

Gepostet von Milo Manara am Montag, 28. Januar 2019

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