Cara Delevingne sulla sua depressione e il lavoro da modella

Cara Delevingne sulla sua depressione e il lavoro da modella

Mercoledì la casa di moda francese Saint Laurent ha pubblicato le immagini della sua nuova campagna pubblicitaria con protagonista Cara Delevingne (le trovate qui), che le ha condivise su Twitter e Instagram con il commento “I never quit“, “Non mollo mai”.

❤️ Last one ❤️

Una foto pubblicata da Cara Delevingne (@caradelevingne) in data:

Molti hanno pensato che Delevingne stesse annunciando il suo ritorno da modella, dopo il ritiro dello scorso agosto. Venerdì Delevingne ha risposto a queste voci con una serie di tweet, in cui spiega di non aver mai detto di volersi ritirare del tutto, ma soltanto di essersi presa una pausa.

«Una volta per tutte. Non ho mai detto che smettevo di fare la modella. Non incolpo il mondo della moda di niente. Soffro di depressione e ho lavorato come modella in un momento di odio per me stessa piuttosto intenso. Mi sento molto fortunata per il mio lavoro, ma lavoravo per cercare di scappare dal resto e alla fine mi sono svuotata. Ora mi sto concentrando sul cinema e sto cercando di imparare a non esaminare in modo ossessivo ogni mio difetto. Sono davvero brava a farlo. Ok, mi sono sfogata. Volevo solo fare chiarezza e sputar fuori un po’ di parole. Un’ultima confessione…»

Truth. Una foto pubblicata da Cara Delevingne (@caradelevingne) in data:

La collezione di H&M a tema Mark Zuckerberg

La collezione di H&M a tema Mark Zuckerberg

Anche H&M, la famosa azienda di abbigliamento economico e alla moda, ha fatto il suo pesce d’aprile aprendo un sito in cui annuncia una finta collaborazione con il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Il sito si chiama Mark for H&M e permette di comprare un pacco di jeans e sette magliette grigie, prendendo in giro lo stile essenziale di Zuckerberg che si veste sempre uguale: una volta spiegò che per non perdere tempo in decisioni inutili indossava sempre lo stesso tipo di vestiti, una sorta di uniforme. Il sito spiega che la collezione, chiamata “Una cosa in meno a cui pensare di mattina”, sarà disponibile dal primo maggio, in 250 negozi in tutto il mondo e online, e permette di registrarsi per avere un accesso prioritario, e condividere le proprie impressioni sui social con l’hashtag #markforhm.

Intervista seria agli Elio e le Storie Tese

Intervista seria agli Elio e le Storie Tese

Si legge per intero qui.

Parlando del vostro penultimo festival invece, io ho sempre considerato un momento fatidico lo scontro fratricida tra La canzone mononota e Dannati forever.
Elio – Ci sarebbe da fare un discorso molto lungo sull’ascolto. Era il pubblico a scegliere quale dei due pezzi avrebbe gareggiato, e ha vinto Mononota con l’80%. Perché l’ascolto è molto immediato e istintivo, e penso sia troppo istintivo: la musica è una cosa che va gustata come il cibo, non bisogna abbuffarsi. Puoi farlo da piccolo, al fast food quando mangi le patatine fritte e sono croccanti e salate, ma quando cresci dovresti affinare il gusto – e certamente non puoi mangiare sempre solo quelle. La stessa cosa andrebbe fatta anche con la musica ma non succede, per la maggioranza delle persone è un dato di fatto. Per cui è stata preferita la canzone più simpatica, strana, aderente all’immagine di Elio e le Storie Tese, quando invece l’altra era più raffinata e forse sarebbe venuta fuori un po’ dopo.
Ma alla lunga il fatto di essere vissuti come il gruppo ironico, il gruppo…
Tanica – …di simpatici cazzoni.
Elio – Ma lo siamo! E lo rivendichiamo. Sono fiero di esserlo, piuttosto che aggiungermi al mucchio di quelli che si prendono sul serio.

Ok, ma siete ANCHE quello. Personalmente anni fa mi sono sbilanciato sul giornale Rollinston, sostenendo che siete il più grande gruppo rock italiano. Per offerta musicale, per ricchezza di temi, per popolarità dei vostri pezzi, per capacità di rimanere impressi dicendo cose non banali. Però c’è sempre quella specie di freno a mano della goliardia.
Faso – In effetti ci sono alcuni nostri brani che potrebbero essere cantati da altri interpreti e riscuotere un certo tipo di apprezzamento, ma nel nostro caso rimane “una canzone di quei simpatici pirloni”. Ogni tanto ho immaginato se, poniamo, Caro 2000 l’avesse cantata Lucio Dalla, avrebbero detto: “Questo artista dice cose importanti con ironia”. Nel nostro caso, le cose importanti passano un po’ in secondo piano.

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