Come siamo su Twitter e come siamo su Instagram

Come siamo su Twitter e come siamo su Instagram

Negli ultimi giorni Twitter ha lanciato una nuova campagna pubblicitaria diversa dalle solite: a New York e San Francisco ha attaccato alcuni manifesti che riproducono tweet buffi pubblicati da alcuni utenti, e che implicitamente mettono Twitter in buona luce. I tweet mettono a confronto il modo in cui gli utenti presentano se stessi su Twitter rispetto agli altri social network, soprattutto Instagram.

Una ragazza ha raccontato al sito di news Preview di essere stata avvertita da un account ufficiale di Twitter che uno dei suoi tweet sarebbe stato usato una campagna pubblicitaria. Alcuni giorni dopo lo stesso account le ha inviato una foto del tweet stampato e appeso a una fermata della metropolitana di New York (sì, in base ai propri termini d’uso Twitter può usare qualunque tweet per scopi commerciali).

I tweet scelti da Twitter sono più o meno simili, e contengono paragoni scherzosi fra come le persone si mostrano su alcuni social network – soprattutto su Instagram – e come invece si comportano su Twitter, sottintendendo che su quest’ultimo mostrano un lato di sé più genuino.

Twitter ha da tempo introdotto alcune modifiche sia al proprio modello di business, sia al modo in cui gli utenti usano il social network, sia alla comunicazione con l’esterno. Per il momento sembra stia funzionando: nel secondo trimestre del 2019 ha ricavato 841 milioni di dollari (755 milioni di euro), il 18 per cento in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, soprattutto grazie alla crescita delle vendite pubblicitarie negli Stati Uniti.

La ginnasta Simone Biles continua a fare cose che nessuno mai

La ginnasta Simone Biles continua a fare cose che nessuno mai

In questi giorni si stanno svolgendo i campionati statunitensi di ginnastica artistica e al solito a farsi notare è stata soprattutto la fortissima ginnasta Simone Biles, che a 22 anni ha già vinto 4 ori olimpici e 14 ori mondiali. In questi giorni Biles è riuscita a completare due esercizi che nessuna donna prima di lei aveva mai nemmeno provato: uno alla trave e uno al corpo libero.

Alla trave, Biles ha eseguito uno Tsukahara avvitato in uscita e al corpo libero ha portato a termine un doppio raccolto con triplo avvitamento (che ha completato appoggiando una mano e quindi prendendo una piccola penalità nel punteggio finale). Parlando in particolare di questo secondo esercizio, il New York Times ha scritto che «è un esercizio fatto solo dagli uomini e che anche lì è ancora molto raro»; «non c’è nemmeno un uomo che proverà a eseguirlo durante i campionati statunitensi». Biles l’ha definito «il movimento più difficile al mondo» e ha detto di essere arrabbiata perché poteva farlo meglio.

L’esercizio alla trave

L’esercizio al corpo libero

Inginocchiato sul podio, per protesta

Inginocchiato sul podio, per protesta

Durante la cerimonia di premiazione del fioretto a squadre ai Giochi panamericani in corso in questi giorni a Lima, in Perù, lo schermidore statunitense Race Imboden si è inginocchiato mentre era sul gradino più alto del podio, in segno di protesta. Imboden, che aveva appena vinto la medaglia d’oro, ha spiegato poi su Twitter di averlo fatto per protestare contro il razzismo, il maltrattamento dei migranti, la mancanza di leggi che limitino la vendita e l’uso delle armi, e contro il presidente Donald Trump, «che diffonde odio».

Imboden ha imitato il gesto fatto negli ultimi anni da molti atleti statunitensi, iniziato dal giocatore di football americano Colin Kaepernick.

Durante questa edizione dei Giochi panamericani c’era già stato un plateale gesto di protesta sul podio da parte di un’atleta statunitense. Sabato Gwen Berry, che aveva appena vinto la medaglia d’oro nel lancio del martello, aveva alzato il pugno nei secondi finali dell’inno statunitense, come avevano fatto più di 50 anni prima Tommie Smith e John Carlos durante le Olimpiadi di Città del Messico, per rivendicare i diritti civili dei neri.

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