Il lungo video in cui Carlo Calenda accusa il Codacons

Il lungo video in cui Carlo Calenda accusa il Codacons

Carlo Calenda, ex ministro dello Sviluppo economico e leader di Azione, ha pubblicato un video in cui ha elencato una lunga serie di dubbi e scetticismi sul Codacons, l’associazione per i diritti dei consumatori gestita in modo personalistico dal suo presidente Carlo Rienzi e che ormai da anni è accusata di essere opaca nella gestione dei fondi. Calenda ha detto che insieme al video ha presentato una lettera al ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e che farà un’interrogazione parlamentare al riguardo. Il Codacons ha risposto a Calenda accusandolo di essere «ossessionato ai limiti dello stalking», e promettendo di rispondere punto per punto. Quando Calenda era ministro, il Codacons gli fece causa per via della sua decisione di bloccare l’erogazione di fondi pubblici verso il Codacons. Il Codacons ha risposto alle accuse di Calenda rivolgendogli a sua volta delle domande sulla sua carriera politica e da ministro.

“Se telefonando” di Ennio Morricone, spiegata da Rocco Tanica

“Se telefonando” di Ennio Morricone, spiegata da Rocco Tanica

Lunedì è morto Ennio Morricone, uno dei più grandi compositori italiani della seconda metà del Novecento, autore di tantissime celebri colonne sonore e anche della musica o degli arrangiamenti di diverse famose canzoni pop degli anni Sessanta. Una di queste fu “Se telefonando” di Mina, scritta nel 1966 (per un testo di Ghigo De Chiara e Maurizio Costanzo). Qualche anno fa, durante un incontro dell’Italians Festival di Milano, il tastierista degli Elio e le Storie Tese Rocco Tanica spiegò come Morricone compose – con un pugno di note – la melodia cantata da Mina, ispirandosi al suono delle sirene della polizia di Marsiglia.

– Leggi anche: Com’erano le colonne sonore di Ennio Morricone

I piloti di Formula 1 si sono inginocchiati contro il razzismo

I piloti di Formula 1 si sono inginocchiati contro il razzismo

Oggi, prima dell’inizio del Gran Premio d’Austria di Formula 1, i piloti si sono inginocchiati sulla pista del circuito per esprimere il loro sostegno alle proteste del movimento Black Lives Matter, iniziate a seguito dell’uccisione di George Floyd da parte della polizia americana. I piloti indossavano una maglietta nera e si sono inginocchiati vicino alla scritta “End Racism” visibile dall’alto.

In realtà, non tutti i piloti hanno partecipato all’iniziativa. Charles Lecrerc, pilota monegasco della Ferrari, ha scritto sul suo profilo ufficiale che «quello che conta davvero sono i fatti e i nostri comportamenti quotidiani piuttosto che gesti formali che potrebbero essere considerati controversi in certi paesi. Non mi inginocchierò ma questo non significa affatto che io sia meno impegnato degli altri nella lotta contro il razzismo».

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