Un’enorme buca sta inghiottendo la stazione di polizia di una cittadina statunitense

Un'enorme buca sta inghiottendo la stazione di polizia di una cittadina statunitense

Hinton è una cittadina da poco più di duemila abitanti nello stato americano del West Virginia. A giugno, di fronte alla sua stazione di polizia era comparsa una buca larga un paio di metri e profonda poco più di nove, causata dal crollo parziale di una vecchia struttura di drenaggio sotto alla carreggiata. La buca non era stata riparata principalmente perché al suo interno era stata rilevata un’alta concentrazione di piombo – che è tossico e difficile da rimuovere – ed era stata quindi ignorata per qualche mese fino a quando, lo scorso weekend, dopo una tempesta la situazione è peggiorata notevolmente.

Ora la buca si è allargata al punto da mettere in pericolo l’edificio della polizia locale: al momento, un’ala della struttura si trova sospesa nel vuoto, e non si esclude che la voragine continui ad allargarsi.

Per permettere agli abitanti di muoversi comunque su quella strada, il Dipartimento dei Trasporti del West Virginia sta pianificando di costruire un ponte temporaneo da 38 metri che passi sopra alla buca.

Nel frattempo, su Twitter, moltissimi stanno facendo battute sul fatto che la buca sia una preziosa alleata del movimento che vuole tagliare i fondi della polizia negli Stati Uniti. «Proveranno sicuramente a sparare alla buca, ragazzi» ha commentato un utente. «Tagliamo le fondamenta della polizia», ha risposto un altro.

Xi Jinping che si lamenta con Justin Trudeau delle notizie trapelate sul loro colloquio al G20

Xi Jinping che si lamenta con Justin Trudeau delle notizie trapelate sul loro colloquio al G20

Mercoledì, durante le fasi finali del G20, il presidente cinese Xi Jinping si è lamentato con il primo ministro canadese Justin Trudeau delle notizie trapelate a proposito del loro colloquio di martedì durante il vertice, che si è tenuto a Bali, in Indonesia. Un video ripreso dalla telecamera di una tv canadese che seguiva Trudeau durante l’evento mostra Xi visibilmente infastidito rivolgersi al primo ministro canadese e dirgli, con l’aiuto del suo interprete, «Tutto quello di cui abbiamo parlato è arrivato ai giornali, non è appropriato. E non è così che è stata gestita la conversazione».

Durante il commento successivo Trudeau interrompe l’interprete cinese per dire a Xi che il Canada «crede in un dialogo libero, aperto e onesto» e continuerà a lavorare con la Cina «in maniera costruttiva», ma ci saranno cose su cui non saranno d’accordo. L’interprete allora risponde che «prima sarà necessario creare le giuste condizioni». Xi e Trudeau poi si stringono la mano e si allontanano in direzioni opposte.

Non si sa esattamente che cosa si siano detti Xi e Trudeau durante il loro incontro di martedì, durato circa 10 minuti: secondo i media canadesi però avrebbero parlato tra le altre cose di cambiamento climatico, dei recenti test missilistici della Corea del Nord, di diritti umani e delle infiltrazioni della Cina negli affari canadesi. La ministra degli Esteri canadese Mélanie Joly, che a sua volta ha incontrato il ministro degli Esteri della Cina, ha detto che entrambi i colloqui sono stati «rispettosi».

– Leggi anche: Cosa c’è e cosa non c’è nella dichiarazione finale del G20 a Bali

L’inviato di una tv danese ai Mondiali in Qatar costretto dalle autorità locali a interrompere un collegamento in diretta

L’inviato di una tv danese ai Mondiali in Qatar costretto dalle autorità locali a interrompere un collegamento in diretta

Un giornalista televisivo danese inviato in Qatar per i Mondiali di calcio maschili è stato costretto dalle autorità locali a interrompere una diretta: era collegato con il canale danese TV 2 da una strada di Doha, la capitale del paese, quando sono arrivati alcuni membri delle forze dell’ordine che prima hanno cercato di sottrarre la telecamera all’operatore che lo accompagnava e poi hanno minacciato di romperla. Il giornalista si è presentato come un inviato della televisione danese e ha mostrato sia il suo accredito che il permesso per filmare nei luoghi pubblici, ma non ha trovato molta comprensione: è infine stato costretto a interrompere il collegamento.

I rappresentanti dell’ente governativo nazionale che si occupa dell’organizzazione del torneo si sono scusati con il canale danese, dicendo che la troupe era stata «interrotta per errore» e confermando che aveva regolari permessi per svolgere la sua attività.

I Mondiali inizieranno tra pochi giorni, il 20 novembre, e l’assegnazione al Qatar è la più controversa nella storia della competizione: è infatti un paese ampiamente accusato di violazioni dei diritti umani e di essere responsabile della morte di migliaia di operai che hanno lavorato alla costruzione degli stadi, per la maggior parte migranti provenienti da India, Bangladesh, Sri Lanka e Nepal. L’incidente del giornalista danese mostra una certa abitudine alla repressione della libertà di stampa da parte delle autorità nel paese.

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