Boris Johnson sa recitare i primi 42 versi dell’Iliade in greco antico

Boris Johnson sa recitare i primi 42 versi dell'Iliade in greco antico

Di recente è tornato a circolare su Twitter un video del primo ministro britannico Boris Johnson che recita a memoria e in greco antico i primi 42 versi dell’Iliade, il poema omerico sulla guerra di Troia. Il video risale al 2013 ed è stato girato a un festival letterario a Melbourne, in Australia. All’epoca Johnson era il sindaco di Londra, ma era già piuttosto noto per la sua cultura e il suo affetto per il greco antico: da giovane aveva studiato letteratura greca e latina all’università di Oxford, che ancora oggi ha un ottimo dipartimento di studi classici, e nel 2011 sul Mail On Sunday aveva compilato una personale classifica dei dieci migliori autori della Grecia antica.

La pronuncia di Johnson è praticamente perfetta, così come la sua memoria: in alcuni punti salta dei versi – come l’ottavo, che si dimentica – ma per il resto sembra ben consapevole di quello che dice. La parte recitata da Johnson è il cosiddetto proemio, quello in cui vengono raccontate le ragioni della cosiddetta «ira di Achille»: la decisione di Agamennone, comandante degli Achei, di prendere per sé Briseide, la donna che Achille aveva scelto come sua compagna (dopo averla rapita e averne ucciso il marito).

Il video di una gru che si rovescia facendo affondare una chiatta con 2.300 litri di gasolio

Il video di una gru che si rovescia facendo affondare una chiatta con 2.300 litri di gasolio

Domenica 22 dicembre c’è stato un incidente nell’arcipelago della Galapagos, in Ecuador. Alcuni operai stavano caricando con una gru un container su una chiatta quando il mezzo si è rovesciato e il barcone è affondato: trasportava 600 galloni di gasolio, cioè quasi 2.300 litri.

Una bambina ha trovato una richiesta di aiuto dalla Cina in una cartolina di Natale

Una bambina ha trovato una richiesta di aiuto dalla Cina in una cartolina di Natale

Una bambina inglese di sei anni, Florence Widdicombe, ha scoperto una richiesta di aiuto in una confezione di cartoline di beneficenza di Natale distribuite da Tesco, la grande catena di supermercati britannici. Il biglietto ritrovato dice: «Siamo prigionieri stranieri nella prigione di Qingpu in China. Obbligati a lavorare contro la nostra volontà. Per favore aiutateci e avvertite le organizzazioni per i diritti umani». Nel messaggio si chiedeva anche di contattare Peter Humphrey, ex giornalista che ha trascorso 23 mesi nel carcere di Qingpu per una vicenda legata ad alcune indagini per frode sulla società farmaceutica Glaxo Smith Kline.

Il padre della bambina che ha ritrovato il biglietto ha contattato Humphrey, che a sua volta, dopo aver contattato altri ex detenuti che hanno detto di produrre biglietti di Natale per Tesco, ha raccontato la storia al Sunday Times, che l’ha pubblicata in prima pagina domenica 22 dicembre.

Nel frattempo, un portavoce di Tesco ha detto: «Aborriamo l’uso di campi di lavoro carcerario (…) Siamo rimasti scioccati da queste accuse, abbiamo immediatamente sospeso le forniture dalla fabbrica dove vengono prodotte queste cartoline e aperto un’indagine. Abbiamo anche ritirato le cartoline dalla vendita». Tesco ha fatto sapere che il fornitore in questione era stato sottoposto a una serie di controlli il mese scorso, che però non avevano portato a scoprire nulla di illegale. Amnesty International dice che i campi di lavoro nelle prigioni cinesi continuano tuttora ad esistere. Con la vendita delle cartoline di Natale Tesco dona 300 mila sterline all’anno ad alcune associazioni benefiche.

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