I farmaci per l’insonnia non fanno diventare razzisti

Martedì il network americano ABC ha cancellato la popolare serie tv Roseanne dopo che la sua ideatrice e interprete principale Roseanne Barr aveva scritto un tweet razzista e offensivo contro Valerie Jarrett, consigliera dell’ex presidente Barack Obama. Jarrett, che è afroamericana, era stata descritta da Barr come una figlia dei Fratelli Musulmani e delle scimmie del film Il pianeta delle scimmie.

Barr si era poi scusata, e mercoledì ha scritto in un tweet poi cancellato: «Erano le due di mattina e stavo twittando sotto effetto di Ambien [un farmaco per l’insonnia, ndr]», aggiungendo che comunque quello che ha scritto era «indifendibile» e «un errore». Sanofi, la società farmaceutica che produce l’Ambien, ha scritto un tweet per spiegare che il tweet razzista di Barr non dipendeva dal suo farmaco: «Persone di tutte le etnie, religioni e nazionalità lavorano a Sanofi ogni giorno per migliorare le vite delle persone nel mondo. Sebbene tutte le cure farmacologiche abbiano degli effetti collaterali, il razzismo non è un effetto collaterale di nessun farmaco Sanofi».

Barr ha poi spiegato che non voleva difendere quello che aveva scritto, ma che le era già capitato di aver «rotto delle uova contro il muro alle due di notte» dopo aver preso l’Ambien, che può provocare episodi di sonnambulismo. Barr, in ogni caso, era già stata criticata in passato per aver scritto tweet razzisti e aver diffuso teorie cospirazioniste.