La casa editrice Altaforte non è stata invitata al Salone del Libro di Torino

Al Salone del Libro di Torino, il 9 maggio 2019 (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
Al Salone del Libro di Torino, il 9 maggio 2019 (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)

Gli organizzatori del Salone del Libro di Torino, la più importante fiera editoriale italiana, hanno detto di non aver invitato quest’anno la casa editrice Altaforte, vicina a CasaPound e al centro di polemiche durante l’edizione del Salone del 2019, che avevano portato infine alla sua esclusione. La notizia era stata data oggi da alcune agenzie di stampa ma il Salone ha spiegato che l’invito era un messaggio automatico inviato dall’Associazione Italiana Editori (AIE) a tutti gli editori che avevano chiesto un codice ISBN negli ultimi due anni, tra cui la SCA2080, società che tra le varie attività gestisce la casa editrice Altaforte.

Gli organizzatori del Salone hanno specificato di non avere intenzione di firmare nessun contratto con Altaforte, in seguito a quanto accaduto nel 2019. La presenza della casa editrice, con un libro-intervista sull’allora ministro Matteo Salvini, aveva portato alle dimissioni dello scrittore Christian Raimo, collaboratore del direttore del festival Nicola Lagioia, al boicottaggio di altri intellettuali e scrittori, come il fumettista Zerocalcare, il collettivo Wu Ming e lo storico Carlo Ginzburg, e a molte critiche anche internazionali. L’allora presidente del Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca di Torino Chiara Appendino avevano denunciato per apologia del fascismo Francesco Polacchi, il fondatore di Altaforte, che era stata infine esclusa dalla fiera.

Il Salone si terrà quest’anno dal 14 al 18 maggio.