Cosa vorrei chiedere a La Russa

Caro Ignazio, ricordi? Era il 6 marzo 2009 ed eravamo a Omnibus su La7. C’era anche Formigoni. E’ tutto su Youtube.

Ora però riassumo indegnamente.

Moderatore: «Facci, chi vede come successore di Berlusconi?».

Facci: «Secondo statuto, credo sia proibito anche solo parlarne».

La Russa: (ride) «Filippo, scusami, ma il partito che stiamo immaginando – ed è Berlusconi il primo a volerlo – è un partito che, come avviene nelle famiglie del centrodestra europeo, non si fermi a uno o due leader, a Berlusconi o a Fini, ma che sia pensato per i prossimi cento anni».

Facci: «A parte che tra cento anni Berlusconi è ancora lì, io penso che alcune incompatibilità, nel Pdl, continueranno a esserci».

La Russa: «E’ da quattordici anni che siamo compatibili».

Facci: «L’altro giorno Fini e Pisanu hanno espresso due opinioni difformi e subito un leghista si è chiesto che ci facevano nel Pdl: è impensabile che siano tutti allineati».

La Russa: «Su questo hai ragione».

Facci: «C’è più unità nel centrodestra, più disciplina, più metodo: ma di posizioni in interne, in realtà, ce ne sono più di quante dividano la sinistra: c’è il forcaiolo e il garantista, il liberista e lo statalista, il laicista e il baciapile… se arriverà una sintesi sarà formidabile: ma, se non arriverà, il Pdl diventerà il Pd».

Ecco, Ignazio, dopo un anno io non capisco sinceramente una cosa: considerando che hai già fondato la terza corrente del Pdl, le cose sono migliorate o peggiorate? Non è una domanda retorica.