Errani (sovr)humanum est

Finiremo per abiutarci bene. Per il terzo anno di fila una ragazza italiana è in semifinale al Roland Garros. Francesca Schiavone lo aveva vinto nel 2010 e aveva raggiunto la finale nel 2011. Ora ci è riuscita Sara Errani, minuscola e coriacea atleta emiliana, da anni bravissima a raccogliere il 100% delle sue possibilità e oggi in grado di andare anche oltre.

In questo periodo storico sportivo per avere successo bisogna passare per la Spagna. Sara Errani lo aveva capito già 8 anni fa quando aveva iniziato a lavorare a Valencia con Pablo Lozano. Il suo è un gioco faticosissimo: per lei, per chi la guarda e soprattutto per chi le gioca contro. È piccolina Errani, la chiamano Saretta mica per niente, ma ha un fisico perfetto, scattante e insossidabile. Le sue forze sono resistenza e la visione di gioco: se entrambe sono in funzione può fare male.

Contro la tedesca Kerber, numero 10 del mondo, Errani alternava pallonetti e smorzate, accelerazioni e colpi in chop. Un mix difficilissimo da giocare e che se sta in campo manda in confusione chiunque. Ti manca il ritmo, ogni palla ha un peso e una velocità diversa, una volta devi scattare, una volta devi spingere. Kerber ha avuto le sue occasioni, ha giocato due set point ma sono state troppe le volte che è andata in tilt. Risultato 63 76 per la migliore tennista italiana del 2012, già vincitrice di 3 tornei sulla terra quest’anno e oltretutto miglioratissima a rete grazie ai consigli della compagna di doppio Roberta Vinci, con la quale è stata finalista agli Australian Open ed è ancora in tabellone (semifinale) qui a Parigi.

Da lunedì Errani supererà in classifica sia Schiavone che Pennetta e diventerà la numero 1  di Italia. In semifinale se la giocherà contro quella Stosur che proprio Schiavone sconfisse in finale nel 2010 al Roland Garros. Una partita per nulla facile, in cui Errani parte da cinque sconfitte nei cinque incontri precedenti. Stosur quando è in giornata fa paura. Il suo diritto sembra quello di un uomo, come ha sottolineato Cibulkova, non prima tennista a farlo, sconfitta oggi in due set.

Federico Ferrero cita Michael Chang parlando di Sara Errani e il paragone ci sta tutto. Chang vinse questo torneo senza nessuna arma particolare. Non aveva un servizio e con i colpi da fondo la mandava di là. Il problema è che lo faceva sempre. Sempre. E non si limitava a tirarla a caso, studiava perfettamente le debolezze dei suoi avversari e li tirava scemi. Lendl quell’anno ci mancò poco che lo pigliasse a racchettate in testa per la rabbia dopo essere stato sconfitto negli ottavi. Kerber oggi aveva la stessa rabbia negli occhi. Il furore di chi sa che è totalmente in balia dell’avversario che sta giocando con te al gatto con il topo.

Chiariamolo subito. Quello femminile è un tabellone in cui c’è ancora Maria Sharapova, che questo torneo non l’ha mai vinto ma che quest’anno sulla terra sta giocando veramente bene. In più è l’ultimo Slam che le manca per cui le motivazioni sono altissime. Vincere contro Stosur sarebbe già una grande impresa, per la finale eventualmente ci sentiamo giovedì. In ogni caso erano partite in 128, ne sono rimaste 4. Se vi sembra poco…