Genova e Palermo per te, caro Partito Democratico

Genova. Ci sono le primarie di coalizione, sei il cosiddetto primo partito del centrosinistra, ti chiami Partito Democratico, presenti il tuo sindaco uscente alla competizione ma contemporaneamente ne presenti un altro perché, evidentemente, da qualche parte c’è qualcuno che non è così convinto della scelta. Nel presentare le candidature quindi dici neanche troppo implicitamente che sul sindaco al primo mandato hai delle perplessità non da poco, lo suggerisci all’elettorato che già è abbastanza confuso di suo, figuriamoci come lo può essere se ti ci metti anche tu, cosiddetto primo partito del centrosinistra, ad aumentare la confusione. Insomma: sei tu il primo a dire che c’è bisogno di cambiamento, che dalle urne deve venire fuori un segno della tanto decantata «discontinuità», una delle paroline più in voga durante le elezioni alla fine di un ciclo politico (in questo caso esaurito precocemente). E la gente, bada bene, alla fine ti dà ascolto, non è così fessa. Va a votare, magari non in massa, ma va a votare, e ti frega perché sceglie il candidato appoggiato da Sel e don Gallo. Hai chiesto discontinuità, l’hai avuta. E alla fine ti rimane Marta Vincenzi che sbrocca su Twitter.

Palermo. Ci sono di nuovo le primarie di coalizione, sei sempre il cosiddetto primo partito del centrosinistra (a livello nazionale intendo), ti chiami Partito Democratico, e in concerto con Vendola, Di Pietro e Orlando appoggi Rita Borsellino, che già alle elezioni per la presidenza della Regione aveva perso contro Cuffaro. Insomma, caro Partito Democratico, scatti una nuova foto di Vasto in piazza Bellini, il segretario Bersani in persona viene giù a far campagna elettorale, Vendola dice che la candidata è ottima perché «antigattopardo». Poi però le cose cambiano un po’, non è più così scontato che la sorella del magistrato ucciso dalla mafia ce la faccia, Di Pietro ha paura che vinca davvero Ferrandelli, il suo ex capogruppo, che è appoggiato da metà Pd regionale e dai lombardiani. Il segretario regionale, Giuseppe Lupo, ci mette la faccia, viene sfiduciato perché vuole un’alleanza che escluda i terzopolismi (e a quelli del Pd che stanno con Ferrandelli non va bene, perché loro in Regione sostengono Lombardo). Al rottamatore Davide Faraone, l’unico con la tessera del Pd (la Borsellino è stata eletta al Parlamento europeo con i Democratici, sì, ma ripete in continuazione di essere «lontana dai partiti»), nonostante il terzo posto, non va malissimo come numero di preferenze. Alla fine vince proprio Ferrandelli e la foto di Vasto brucia per autocombustione. E ora puoi pure iniziare a mandare comunicati stampa per dire che c’è stato un «risultato storico a Pioltello», che i 30 mila di Palermo dimostrano «che il nostro popolo sa usare bene lo strumento delle primarie» e che, vabbè, almeno stavolta non ha vinto Vendola.

Update: 16.14

Neanche a farlo apposta, il Partito Democratico ha diffuso questo comunicato stampa con lo «storico risultato» di Grugliasco

In attesa dei risultati ufficiali di Palermo, ecco il diario delle primarie del centrosinistra.
I candidati sostenuti dal PD hanno vinto ad Asti, a Lecce, a Monza a Piacenza, Oristano, L’Aquila, Parma, Verona, Alghero, Gorizia, Como. A Rieti ha vinto il candidato di SeL Simone Petrangeli con 53 voti di scarto sul candidato PD Simeoni. A Genova vittoria di Doria (indipendente).

Inoltre si sono svolte le primarie in importanti centri come Grugliasco, Sesto San Giovanni, Cittadella, Vigonza e Reggello, Castrovillari tutte vinte con candidati PD.