La storia di Genji

Voglio raccontarvi un libro. Non ve lo riassumo, vorrei invece suonarvelo, o meglio portarvi a trovare quei suoni che si scoprono tra le sue pagine. I suoni del primo romanzo al mondo: il “Genji Monogatari”,  ovvero “La storia di Genji” di Murasaki Shikibu.

Chi non lo ha mai sentito nominare, deve immaginarsi che per i giapponesi ha lo stesso valore della nostra Divina Commedia o de I Promessi Sposi. Si studia nelle scuole e, come noi con Manzoni, non lo si legge tutto nemmeno sotto tortura. Lo si ama e lo si odia. Confermo che la prima cosa che ogni amico giapponese mi dice quando sa del mio lavoro sul Genji è “Ma lo hai letto tutto??”, per dire che effettivamente la lettura non è del tutto facile, perlomeno per come siamo ormai abituati ad affrontare un romanzo moderno.

Perché le storie si intrecciano, i personaggi spesso cambiano nome, le parentele si allargano, ma sempre di romanzo si tratta, del primo romanzo al mondo, scritto poco più di mille anni fa da una dama di corte che a mio modesto parere aveva poteri che nemmeno Wonder Woman. Una stesura a mano durata anni, in segreto, in un ambiente in cui le donne non potevano certo vendersi come artiste o letterate. Certo un ambiente privilegiato, quello di una delle corti imperiali, probabilmente noioso quanto estremamente votato alla contemplazione della Bellezza.

Murasaki Shikibu è figlia delle rigide forme sociali del suo tempo quanto inconsapevolmente grande rivoluzionaria. Nell’inventare dal nulla la nascita, la vita e gli amori del Principe Genji, usa straordinarie doti da visionaria della letteratura, mescolando i miti greci con Shakespeare, la pura poesia con Novella 2000.

Quando ho incontrato questo libro, ho provato l’impellente desiderio di trasferire questa storia in musica, di farne un romanzo per pianoforte e orchestra. E nel marzo dello scorso anno ha debuttato la “mia” Storia di Genji, nella quale ho convogliato giapponese antico, la calligrafia moderna e un percorso di video e di immagini.

Tutto è suono nel Genji Monogatari: c’è più musica in questo libro di mille anni fa che nelle attuali classifiche di vendita dei dischi. Murasaki Shikibu dipinge un affresco che spiega più di ogni altra cosa il senso, la profondità della cultura giapponese: ne spiega il suono. E per coglierlo, entra in scena un concetto fondamentale: il Ma. C’è un Ma che dimora tra noi e tra tutte le forme del creato ed esiste tra le pieghe di questo libro. Riuscire a contemplare il Ma nell’architettura, nella pittura, nella nostra quotidianità per arrivare a scorgerlo negli occhi di nostra figlia, ci può donare una nuova chiave di lettura appassionante e sorprendente.

Dei dieci capitoli che ho composto, qui oltre al video dedicato al concetto del Ma, potete vedere il primo: Mother.

A fine 2010, il Genji Monogatari è diventato patrimonio dell’Umanità.

Qui trovate la versione in inglese. La versione italiana (Einaudi – 1036 pg) è tradotta dalla versione ufficiale inglese.

Le musiche tratte da “La Storia di Genji” di Cesare Picco sono:

– “The Prequel Remix”

– “Waiting for silence” (Chapter X)

– “Mother” (Chapter I)

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