Una cosa molto breve su Bertone

Visto che i Musei Vaticani sono tra i dieci musei più visti al mondo, sesti per la precisione, con circa 3 volte i visitatori del primo museo italiano, la Galleria degli Uffizi, e visto che anche giovedì santo mentre Papa Francesco si scagliava contro i preti “untuosi, sontuosi e presuntuosi” secondo molti alludendo all’attico di 700 mq in cui il cardinale Tarcisio Bertone starebbe per trasferirsi in compagnia delle tre suore che da anni gli fanno da perpetue, migliaia di turisti, molti dei quali credenti, andavano a visitare i succitati Musei Vaticani entusiasmandosi nell’attraversare gli appartamenti privati di Alessandro VI, affrescati da Pinturicchio, gli appartamenti privati di Giulio II – dove, per intenderci, c’è la Scuola d’Atene di Raffaello, forse la cosa assieme al Giudizio Universale per cui si va ai Musei Vaticani – gli appartamenti privati di San Pio V (cosiddetti, giacché in realtà erano gli appartamenti dei suoi familiari) e la loggetta del Cardinal Bibbiena (un gioiellino la definirebbe qualcuno) costruita ad uso privato anch’essa, inutile ribadirlo; ne consegue che l’errore di Tarcisio Bertone (oltre al non essersi fatto eleggere Papa, certo) consiste semplicemente nel non aver comunicato a tutti se ha incaricato Anish Kapoor o Damien Hirst di decorargli le stanze. O di non aver comunicato che il rifacimento dell’attico è stato affidato a una qualsiasi archistar. Oppure di non aver fatto nessuna di queste due cose e basta, lasciando in tal modo un segno tangibile della sua fiducia nella grandezza di nostro Signore e lasciando, altresì, ai futuri turisti la possibilità di ammirare altri capolavori dapprima privati all’interno dei Musei Vaticani.

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