Le traiettorie del centauro

Quasi tutti hanno sentito parlare di Alfa Centauri, il sistema stellare più vicino al Sole. Ma non sono in molti a conoscere un altro componente notevole di quella costellazione, Omega Centauri. Porta il nome di una stella, come il suo parente più famoso, perché tale appariva agli antichi astronomi che lo osservavano a occhio nudo. Ma oggi sappiamo che si tratta invece di un oggetto molto più affascinante: un ammasso globulare, centinaia di milioni di stelle legate dalla forza di gravità in un agglomerato sferico molto compatto.

Cento milioni di stelle. Basterebbe questo a lasciare a bocca aperta. Di oggetti così ce ne sono un bel po’ nella Via Lattea, sparsi come città in una più vasta isola cosmica. Si pensa che possano essere residui di galassie nane che nel passato si sono scontrate e unite con la nostra galassia. La loro distribuzione è servita, tra le altre cose, come sistema di riferimento per misurare la posizione del nostro Sole rispetto al centro galattico. Inoltre, essendo tra gli oggetti più antichi dell’universo, gli astronomi li usano per stimare l’età del cosmo.

Ma dicevo di Omega Centauri. Questa settimana, è stato reso pubblico un video, realizzato usando i dati del telescopio spaziale Hubble, che mostra come si muovono le stelle vicino al nucleo dell’ammasso. È la gravità a tenerle in orbita, e studiando le loro traiettorie gli astronomi possono farsi un’idea di quello che succede da quelle parti: per esempio, capire se la densità di materia è talmente alta da aver dato vita a un piccolo buco nero. Ovviamente, i moti stellari sono molto piccoli su scale temporali di pochi anni. Ma nel video viene mostrata la simulazione dei moti per i prossimi diecimila anni, prodotta a partire dalle posizioni e dalle velocità attuali di ogni stella. Quando il tempo scorre così velocemente, le stelle si muovono come granelli di polvere in un liquido. Il video è visibile a questo link.

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