Il valore in borsa di Alphabet, la società che possiede Google, è diminuito di circa 500 miliardi di dollari in un solo giorno

Un uomo passa davanti all'insegna di Google a San Francisco, Stati Uniti, 1 maggio 2019 (AP/Jeff Chiu)
Un uomo passa davanti all'insegna di Google a San Francisco, Stati Uniti, 1 maggio 2019 (AP/Jeff Chiu)

Giovedì le azioni di Alphabet, la società che possiede Google, hanno perso il 13 per cento in borsa, producendo per l’azienda una perdita di valore pari a circa 500 miliardi di dollari (più o meno 450 miliardi di euro). È la perdita di valore giornaliera più grande mai registrata nella storia della borsa statunitense dopo quella della società di chip Nvidia, nel gennaio del 2025.

Il calo è stato registrato dopo che l’azienda aveva comunicato i risultati dell’ultimo trimestre, che sono comunque positivi, ed è dovuto principalmente a due fattori. Il primo è legato al rallentamento nella crescita dei ricavi provenienti dalle inserzioni pubblicitarie, che l’azienda ha imputato all’impiego dell’AI nel suo motore di ricerca: prima della lista di link offre una breve risposta testuale, motivo per cui le visite sui siti diminuiscono, e quindi si riducono anche i ricavi da pubblicità generati dalle visite delle pagine Internet.

La seconda ragione è legata al risultato negativo del flusso di cassa, cioè il denaro che un’azienda riesce a mettere da parte dopo aver sostenuto i costi operativi e gli investimenti, che è stato pari a -9,1 miliardi di dollari. Il dato negativo indica che al momento Alphabet sta spendendo più di quanto incassi, principalmente per i grossi investimenti di Google nell’intelligenza artificiale.

Più in generale da alcuni mesi analisti e investitori temono che i grossi investimenti fatti dalle società tecnologiche nel settore dell’intelligenza artificiale possano produrre risultati economici minori rispetto a quelli previsti, portando allo scoppio di una bolla finanziaria.