Nel terzo trimestre dell’anno Volkswagen ha registrato una perdita di quasi sei miliardi di euro, la peggiore dal 2015
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Il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen ha perso 5,9 miliardi di euro tra luglio e settembre e il suo fatturato è diminuito del 6,3 per cento, segnale della profonda crisi attraversata dall’azienda e da tutto il settore automobilistico tedesco ed europeo. A causare le perdite sono stati sia il peggioramento delle prospettive economiche di Porsche, uno dei marchi che controlla, sia la perdita di competitività in Cina. È la peggior perdita trimestrale dal 2015, quando Volkswagen venne coinvolta nel grave scandalo noto come “Dieselgate” per aver truccato i dati sulle emissioni dei motori diesel.
Nonostante Porsche abbia generato ricavi da 25 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2026, Volkswagen ha dovuto riconoscere di averne sopravvalutato le prospettive future. Ne è seguita quindi una svalutazione massiccia, che ha influito sulla perdita registrata in questo trimestre. A questa poi si è aggiunta la situazione difficile in Cina: per anni il paese era stato un mercato fondamentale per Volkswagen, ma nei primi nove mesi del 2026 le vendite sono diminuite di circa il 35 per cento rispetto allo scorso anno, soprattutto a causa della concorrenza delle aziende automobilistiche cinesi.
Non hanno infine aiutato i dazi statunitensi, gli aumenti dei costi della produzione e le difficoltà della transizione alle auto elettriche. Volkswagen sta ora pianificando una vasta ristrutturazione per reagire a queste perdite, con misure che prevedono sia la semplificazione della produzione, sia l’eliminazione di 100mila posti di lavoro e la potenziale chiusura di quattro stabilimenti in Germania, un provvedimento impensabile fino a pochi anni fa e molto osteggiato dai potenti sindacati dell’azienda.


