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  • Giovedì 29 ottobre 2026

In Spagna si cercano ancora persone disperse

Nel disastro ferroviario vicino a Toledo sono morte almeno 68 persone, il governo Sánchez ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale

Soccorritori al lavoro nel luogo dell'incidente, nella notte fra mercoledì e giovedì (Burak Akbulut/Anadolu via Getty Images)
Soccorritori al lavoro nel luogo dell'incidente, nella notte fra mercoledì e giovedì (Burak Akbulut/Anadolu via Getty Images)
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Nella notte sono continuate le ricerche delle persone coinvolte nel grave incidente ferroviario di mercoledì mattina in Spagna, quando un treno della compagnia statale Renfe che viaggiava ad alta velocità si è scontrato con un treno della compagnia privata Iryo, fermo sui binari. L’incidente è avvenuto all’altezza di Urda, un piccolo comune a sud di Madrid, vicino a Toledo, e ha provocato la morte di almeno 68 persone e oltre cento feriti, di cui 53 ancora ricoverati in ospedale. In totale sui due treni viaggiavano 544 persone, e non è chiaro quante siano le persone disperse: tra di loro ci sono anche tre cittadine italiane.

Delle ricerche si sta occupando la Guardia Civil, il corpo militare spagnolo con funzioni di polizia, che nella notte si è concentrata sull’estrarre corpi da due delle tre carrozze del treno Iryo che hanno subìto i danni maggiori, dove per molte ore i soccorritori non erano riusciti a intervenire. Giovedì arriveranno sul luogo anche i cani addestrati nella localizzazione di persone e resti biologici.

È probabile che una volta completate queste operazioni il numero delle vittime salga ancora. Nell’incidente sono stati coinvolti altri sei cittadini italiani, cinque soccorsi e uno ricoverato in ospedale a Toledo. Risulta dispersa anche l’ex ministra del Lavoro spagnola, Fátima Báñez.

Due persone si abbracciano sulla scena dell’incidente, il 28 ottobre del 2026 (Eusebio García del Castillo/Europa Press/ABACAPRESS.COM)

Nella giornata di mercoledì decine di persone sono arrivate da diverse parti della Spagna per cercare i loro familiari coinvolti nell’incidente. Quasi tutti i feriti sono stati inizialmente portati in un centro sportivo nel comune di Urda, a otto chilometri dall’incidente, dove i soccorritori li hanno curati, nei casi di ferite più lievi, o smistati negli ospedali della zona e in quelli di Madrid, dove uno sciopero del personale medico in programma è stato annullato. Molte famiglie hanno passato la giornata a girare fra gli ospedali e altri centri istituiti dalla Guardia Civil, come quello alla stazione di Atocha a Madrid, da dove era partito il treno della Renfe, per avere informazioni sulle persone a bordo del treno.

Mercoledì sera il centro di gestione della crisi nel padiglione sportivo di Urda è stato progressivamente smantellato e si è trasferito nella sede della Guardia Civil di Toledo, dove sono state create due aree separate: una per i passeggeri del treno Iryo e una per quelli del treno Renfe, anche per rendere più facili le ricerche. I corpi delle persone morte invece sono stati portati all’obitorio di Toledo, la cui capacità è stata aumentata montando delle strutture provvisorie nel giardino.

Familiari e passeggeri sopravvissuti all’incidente danno le loro informazioni ai soccorritori nel centro sportivo di Urda.

Il governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez ha indetto tre giorni di lutto nazionale a partire da giovedì. In serata un migliaio di manifestanti si è riunito davanti al ministero dei Trasporti, chiedendo le dimissioni del governo, e ci sono stati scontri con la polizia.

Quello di mercoledì è il secondo grave incidente ferroviario in Spagna in meno di un anno: lo scorso 18 gennaio, in Andalusia, 46 persone erano morte e più di 120 erano state ferite in un altro scontro, sempre fra un treno della compagnia Renfe e uno di Iryo. Uno dei due era deragliato, invadendo il binario su cui viaggiava l’altro, che aveva colpito i vagoni deragliati. Le indagini sulle cause degli incidenti sono ancora in corso.

– Leggi anche: Cos’è successo prima dell’incidente ferroviario in Spagna

Una prima ricostruzione dell’incidente è stata data nel primo pomeriggio di mercoledì dal ministro dei Trasporti Óscar Puente.

Intorno alle 8:30 vicino al punto dell’incidente c’è stato un guasto al sistema di sicurezza ferroviario LZB, un sistema automatico che gestisce i movimenti dei treni ad alta velocità della rete ferroviaria spagnola. A quel punto, con il sistema fuori uso, la gestione di quel tratto di linea è passata al centro di controllo più vicino, a Madrid, per essere fatta manualmente.

Dopo pochi minuti un operatore ha dato il segnale per ripartire ai sei treni sul tratto interessato, ma il treno di Iryo è rimasto fermo sui binari per altri problemi tecnici. Puente ha detto che il macchinista lo aveva segnalato al centro di controllo, ma nonostante questo il treno di Renfe è stato autorizzato a ripartire a velocità normale. In questi casi per prassi i treni vengono fatti ripartire a una velocità ridotta, senza poter superare i 40 chilometri orari ma, come ha detto Puente, il centro di controllo ha preso la decisione «inspiegabile» di autorizzarli a proseguire ad alta velocità.

Intervistato dal quotidiano El País nel centro sportivo di Urda, il passeggero Antonio Gómez, che viaggiava sul treno della Renfe ed era diretto a Siviglia per lavoro, ha raccontato che in un primo momento il treno si era fermato e il macchinista aveva detto che la sosta era causata da un ingorgo sulla linea. Circa cinque minuti dopo il treno ha ripreso la marcia, fino a quando non ha frenato bruscamente. Gómez l’ha paragonata alla frenata che fa una persona che sta guidando una macchina e non si è accorta che il veicolo davanti ha frenato e ora è troppo vicino: «Ha frenato molto forte, più che poteva».