La BCE ha lasciato invariati i tassi d’interesse
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Nella periodica riunione di politica monetaria la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di non alzare i tre tassi d’interesse di riferimento, che rimarranno invariati in un intervallo tra il 2,5 e il 2,9 per cento. Questi sono i tassi da cui dipende il costo dei mutui e dei prestiti, e la BCE li alza per tenere sotto controllo l’inflazione: nell’ultimo anno li aveva già alzati due volte per tentare di contrastare l’aumento dei prezzi innescato dalla guerra in Medio Oriente e dalla conseguente crisi energetica.
La BCE ha motivato la scelta di non proseguire per il momento il rialzo dei tassi sostenendo che gli effetti della crisi energetica non si sono ancora trasmessi pienamente al resto dell’economia. L’energia, cioè, costa di più, ma per il momento questo rincaro non ha ancora fatto aumentare a catena anche tutti gli altri prezzi: significa che l’inflazione è tenuta su perlopiù dai soli rialzi di petrolio e gas naturale, cioè da una tendenza esogena contro cui il rialzo dei tassi di interesse rischia di non essere efficace.
La BCE ha anche spiegato che nelle sue proiezioni l’inflazione resta ancora alta, ma stabile, e che la situazione internazionale è ancora troppo incerta per continuare nel rialzo dei tassi. Nell’Eurozona a settembre l’inflazione era arrivata al 3,8 per cento, quasi il doppio rispetto alla soglia del 2 per cento, che è quella ritenuta coerente con un’economia sana.
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