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  • Martedì 27 ottobre 2026

Milano e Roma sono piene di Topolino

Le macchinine elettriche di Fiat hanno un design che si fa notare e in tre anni sono diventate le più vendute in Italia nella loro categoria

Una Fiat Topolino a Roma (Ansa/Riccardo Antimiani)
Una Fiat Topolino a Roma (Ansa/Riccardo Antimiani)
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Ultimamente per chi vive a Milano o a Roma è diventato difficile non notare la quantità di Fiat Topolino che circolano per strada, specialmente in centro. Un motivo per cui si notano è il design, che sembra uscito da un film degli anni Cinquanta; l’altro è che sono effettivamente molto numerose. Messe in commercio a luglio del 2023, in due anni hanno superato nelle vendite la loro principale concorrente, la Citroën Ami, in circolazione dal 2020, diventando il modello di macchinina elettrica più venduto in Italia.

La visibile diffusione delle Topolino rientra in un più generale successo delle macchinine elettriche, le cui vendite in Italia hanno di gran lunga superato quelle delle macchinine a benzina e diesel. Dal 2020 sono passate da meno di mille immatricolazioni all’anno a più di 13mila.

La Fiat Topolino è classificata come “quadriciclo leggero”: in sostanza ha quattro ruote ma appartiene alla stessa categoria di moto e motorini. Si può ricaricare attaccandola a una normale presa in garage, oppure per strada, alle colonnine di ricarica.

L’anno scorso, su un totale di circa 10mila quadricicli leggeri elettrici, sono state immatricolate 4mila Topolino. Sono numeri molto alti per il mercato delle minicar, anche se molto piccoli rispetto a quello delle auto in generale: per avere un’idea, l’auto più venduta in Italia, la Fiat Panda, nel 2025 ha superato le 100mila immatricolazioni.

La Topolino durante la presentazione a Torino, nel 2023 (Foto Stefano Guidi/Getty Images)

Dall’ufficio stampa di Stellantis, il gruppo proprietario di Fiat, dicono che la città dove circolano più Topolino in Italia è Milano, «che è più piccola di Roma e quindi è più facile da girare con un’autonomia ridotta». La Topolino infatti come molte altre minicar ha un’autonomia piuttosto bassa, di circa 75 chilometri, e raggiunge una velocità massima di 45 chilometri orari. Per fare un confronto, le auto elettriche (quindi non mini) più economiche hanno un’autonomia di circa 220 chilometri mentre quelle più costose possono superare i 700 chilometri.

Le dimensioni ridotte permettono di parcheggiarle facilmente e, anche se sono meno agili nel traffico rispetto a un motorino, riparano dal freddo e dalla pioggia. Tra le ragioni della diffusione della Topolino nelle grandi città c’è anche il fatto che in genere può entrare nelle zone a traffico limitato e in certi comuni, come quello di Roma, non paga il parcheggio negli stalli blu. Nel centro di Roma infatti se ne vedono parecchie, meno invece nelle zone più periferiche.

Sempre secondo Stellantis le Topolino stanno cominciando a diffondersi anche nelle province, per esempio tra i pendolari per gli spostamenti da casa alla stazione.

Una turista fotografa una Topolino parcheggiata a Firenze (Krisztian Bocsi/Bloomberg/GettyImages)

Essendo un quadriciclo leggero può essere guidata anche con una patente AM, il vecchio “patentino” per motorini, che può essere rilasciata dai 14 anni. Dai 16 anni in su si può portare anche un passeggero. Non ci sono però dati sulla distribuzione per età: «le macchine vengono comprate sempre dai genitori ed è difficile risalire a chi le usa», dicono da Stellantis.

Esistono due modelli di Topolino in circolazione: la classica, in verde acqua e in rosso, tutta chiusa; e la Dolcevita, con il tettuccio apribile in tessuto e senza le portiere. Il nome deriva dalla Topolino prodotta da Fiat tra il 1936 e il 1955, il modello antecedente alla Cinquecento classica, a cui invece si ispira per l’estetica. Secondo diverse testate specializzate, il suo aspetto rétro ha contribuito al successo: è meno sportivo e più ricercato rispetto alle altre minicar elettriche, e con colori più accattivanti. Per il suo design, il Time l’ha inserita nella lista delle “Best inventions” del 2026.

Una Fiat Topolino in una immagine di archivio (ANSA/ARCHIVIO/DRN)

I modelli di microcar in generale sono pochi e non c’è molta concorrenza. «Stellantis, tra l’altro, la concorrenza ce l’ha in casa», dice Edoardo Nastri, giornalista specializzato in motori del Corriere della Sera, «perché la Ami è prodotta da Citroën, che fa sempre parte del gruppo». Aggiunge che «la Ami e la Topolino sono praticamente identiche, cambiano solo il badge e i fari. Entrambe sono prodotte nello stesso stabilimento in Marocco e gli stampi industriali sono gli stessi».

Una Citroën AMI, principale concorrente della Topolino (Eliot Blondet/ABACAPRESS.COM)

Per la Topolino il prezzo base con finanziamento e rottamazione è 7.450 euro, ma senza si arriva quasi a 10mila euro: si colloca in una fascia intermedia tra la sua principale concorrente, la Ami, che costa circa mille euro in meno, e la francese Aixam, che costa almeno 3mila euro in più. Tra gli svantaggi c’è il fatto che l’unica cosa che garantisce la sicurezza dei passeggeri è la cintura: come la maggior parte dei quadricicli leggeri le Topolino non hanno infatti né gli airbag, né i sistemi di assistenza alla guida come la frenata automatica d’emergenza. I quadricicli non devono superare gli stessi test di sicurezza delle auto, per esempio i crash test, ma devono solo omologarsi a una serie di regole imposte dall’Unione Europea sui freni, sulle luci e sulla carrozzeria. Un altro elemento da tener presente è che non c’è l’aria condizionata: in estate quindi la temperatura dentro alla macchinina si alza di molto ed è più difficile da utilizzare. L’aria condizionata è assente nella maggior parte dei quadricicli leggeri, ma per esempio alcuni modelli di Aixam ce l’hanno.

Dopo una crescita costante iniziata nel 2020, nel 2025 le vendite di quadricicli leggeri non sono andate benissimo: in tutto ne sono stati immatricolati circa 14mila, tra elettrici e non: il 21 per cento in meno rispetto al 2024. Secondo i dati del ministero dei Trasporti elaborati dalla società di ricerca Dataforce questa diminuzione dipende principalmente dal calo di vendite dei quadricicli termici (quelli a benzina e diesel), che è stato del 44 per cento. Le vendite dei modelli elettrici invece sono diminuite del 6 per cento dopo una rapida crescita negli ultimi cinque anni.