L’ex direttore dell’FBI James Comey è stato incriminato per la terza volta: è accusato di aver rivelato informazioni confidenziali
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Per la terza volta in poco più di un anno l’ex direttore dell’FBI James Comey, a capo dell’agenzia dal 2013 al 2017 e da tempo assai critico del presidente Donald Trump, è stato incriminato: il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti lo ha accusato di aver rivelato informazioni confidenziali sulla difesa nazionale al New York Times nell’ottobre del 2016.
A settembre del 2025 Comey era stato accusato di falsa testimonianza e intralcio ai lavori del Congresso da un tribunale della Virginia, in un procedimento interpretato come una risposta alle pressioni di Trump di far indagare chi considera propri nemici e che poi era stato archiviato. Ad aprile del 2026 invece il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti l’aveva accusato di aver minacciato di morte Trump con una foto pubblicata sui suoi social media nel 2025.
Come capo dell’FBI, Comey guidò le indagini sui tentativi della Russia di influenzare le elezioni presidenziali del 2016 in favore di Trump. Fu licenziato in modo inaspettato e inusuale nel 2017, proprio da Trump, che durante il secondo mandato non ha smesso di considerarlo un proprio oppositore.
Lunedì ha commentato le nuove accuse dichiarandosi innocente e dicendo «sono tornati, di nuovo», mentre i suoi avvocati hanno chiesto al giudice di archiviare il caso sostenendo che le accuse siano andate in prescrizione.


