Gli scontri più pesanti di sabato sono avvenuti a Bologna
Alla fine di un corteo composto soprattutto da ragazzi giovani ci sono state manovre pericolose della polizia e varie vandalizzazioni
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Fra le città italiane in cui sabato si sono tenute manifestazioni e cortei simili a quelli dello scorso weekend, popolati soprattutto da ragazzi e ragazze, gli scontri più pesanti con le forze dell’ordine sono avvenuti a Bologna.
Dopo un corteo perlopiù pacifico e alcune manovre della polizia, una frangia violenta ha vandalizzato alcune vie nel centro storico. La polizia ha quindi reagito con durezza: a fine giornata i feriti sono stati 17, e c’è stato un momento di grande tensione quando un manifestante bloccato dai poliziotti è rimasto a terra per diversi minuti, immobile. Alla fine è stato portato in ospedale da un’ambulanza.
Le proteste erano iniziate in maniera piuttosto spontanea in piazza del Nettuno, in centro storico. In molti si aspettavano di conoscere un punto di ritrovo dalla pagina Instagram Movimento 17 ottobre, che non è mai arrivato (sabato mattina uno dei suoi presunti organizzatori è stato fermato e portato alla questura di Milano). Nel tardo pomeriggio la manifestazione è diventata un corteo, e diverse centinaia di persone si sono incamminate verso la stazione, che in linea d’aria si trova circa un chilometro a nord.
La polizia ha cercato di incanalare il corteo in alcune vie laterali costringendo i manifestanti a fare il giro largo, e ha creato alcuni blocchi sul percorso per arrivare in stazione. I manifestanti sono stati respinti con la forza verso via Marconi, dove la polizia ha continuato a caricare. In un momento in particolare ha provato una manovra a tenaglia, molto pericolosa, caricando l’inizio e la fine del corteo e lanciando lacrimogeni a chi stava in mezzo.
A quel punto diversi manifestanti sono scappati, altri hanno iniziato a scontrarsi con la polizia, che ha provato a disperderli con lacrimogeni e il potente getto di vari idranti.

(ANSA/MAX CAVALLARI)
Alla fine piccoli gruppi di manifestanti si sono effettivamente dispersi in alcune vie del centro, dove hanno iniziato a vandalizzare quello che trovavano: cestini, cassonetti, bici del bikesharing, un distributore di sigarette, la vetrina di un negozio della Nike. È stato assaltato anche un autobus dell’azienda regionale TPER, a cui sono stati spaccati il parabrezza e quasi tutti i vetri laterali.
Negli ultimi tempi a Bologna stanno ormai diventando una normalità sia le vandalizzazioni in centro durante le proteste – la settimana scorsa avevano causato circa 250mila euro di danni, di cui 50mila soltanto ai cantieri del tram – sia la dura repressione della polizia.
Il 20 luglio a Bologna durante una manifestazione per Abderrahim Fakir, l’uomo morto mentre due agenti di polizia lo stavano immobilizzando a terra, la polizia ha usato gas lacrimogeni e getti d’acqua contro un corteo dove c’erano anche bambini e anziani, generando panico in uno spazio angusto e con poche vie di fuga. Nell’ottobre del 2025 sempre a Bologna durante una manifestazione per la Palestina una donna di 33 anni ha perso la vista da un occhio perché colpita da un lacrimogeno lanciato ad altezza persona.



