La Casa Bianca dice che Russia e Ucraina si sono accordate per l’evacuazione di Oleshky, con la mediazione di Melania Trump

Un'immagine di una strada vicino a Oleshky pubblicata il 30 settembre 2026 dall'esercito ucraino (Ukrainian 34th Separate Marine Brigade "Borysfen" via AP)
Un'immagine di una strada vicino a Oleshky pubblicata il 30 settembre 2026 dall'esercito ucraino (Ukrainian 34th Separate Marine Brigade "Borysfen" via AP)

La presidenza degli Stati Uniti ha annunciato che la first lady Melania Trump ha negoziato un accordo tra Russia e Ucraina per permettere l’evacuazione dei civili e l’ingresso di aiuti umanitari a Oleshky, una cittadina nella zona meridionale dell’Ucraina occupata dai russi dal 2022 e che da mesi non riceve rifornimenti di cibo e medicine. Secondo il comunicato, l’accordo dovrebbe entrare in vigore il 29 ottobre. I governi di Russia e Ucraina però non hanno ancora commentato, e quindi non si sa se succederà davvero: in passato è già successo che Donald Trump annunciasse cessate il fuoco che poi non si sono concretizzati.

La Casa Bianca ha parlato anche in questo caso di un «cessate il fuoco», ma Oleshky è completamente circondata da soldati russi, e non ci sono soldati ucraini. Sarebbe quindi più che altro una concessione unilaterale della Russia.

Secondo il comunicato, da quando l’accordo entrerà in vigore gli abitanti di Oleshky potranno decidere se lasciare la città e andare in una zona controllata dai russi o dagli ucraini. A Oleshky ci sono ancora tra i 1.500 e i 2.000 civili, dagli oltre 20mila prima della guerra. Da mesi sono senza elettricità, riscaldamento e acqua corrente, e con rifornimenti limitatissimi di cibo e altri beni essenziali. Non possono fuggire perché tutte le strade sono pesantemente sorvegliate da droni, che attaccano qualunque veicolo passi. Molti degli abitanti rimasti sono anziani che hanno bisogno di cure mediche.

Venerdì scorso anche papa Leone XIV aveva telefonato al presidente russo Vladimir Putin per chiedergli una tregua umanitaria nella zona.

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