Alcuni lavoratori dell’ex Ilva hanno occupato una parte dell’aeroporto di Genova per protestare contro la cassa integrazione

Alcuni operai mentre occupano una parte dell'aeroporto di Genova, 19 ottobre 2026 (ANSA/LUCA ZENNARO)
Alcuni operai mentre occupano una parte dell'aeroporto di Genova, 19 ottobre 2026 (ANSA/LUCA ZENNARO)

Lunedì mattina circa 500 operai dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, a Genova, hanno occupato la zona partenze dell’aeroporto cittadino. Lo hanno fatto per protestare contro la decisione dell’azienda, comunicata venerdì e sabato, di avviare la cassa integrazione quasi totale a partire da novembre, nonostante pochi giorni prima i lavoratori avessero ricevuto rassicurazioni sul fatto che la fabbrica sarebbe rimasta attiva fino a fine novembre. La società che gestisce l’aeroporto ha detto che l’accesso alla zona dei controlli di sicurezza è complicato dalla protesta, ma che comunque nessun volo è stato cancellato o ritardato.

La protesta degli operai era cominciata con un corteo interno allo stabilimento dell’azienda: una volta terminato, però, alcuni lavoratori hanno deciso di raggiungere l’aeroporto per continuare a manifestare. Il governatore della Liguria Marco Bucci è andato in aeroporto per incontrare i vertici sindacali dei lavoratori.

Le difficoltà dello stabilimento di Genova dell’ex Ilva, il cui nome ora è Acciaierie d’Italia, sono legate alla decisione di chiudere quello di Taranto, dove viene prodotto l’acciaio che viene poi lavorato nello stabilimento genovese.

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