Si sa ancora poco del problema che ha bloccato molti voli in Italia

L'ENAV ha parlato di «anomalie» nella rete di trasmissione dati, risolte dopo alcune ore venerdì pomeriggio

Passeggeri in attesa all'aeroporto di Roma Fiumicino per i problemi al traffico aereo, il 16 ottobre (ANSA/TELENEWS)
Passeggeri in attesa all'aeroporto di Roma Fiumicino per i problemi al traffico aereo, il 16 ottobre (ANSA/TELENEWS)
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Per gran parte di venerdì ci sono stati grossi disagi negli aeroporti di tutta Italia, a causa di alcune anomalie che hanno portato l’ENAV, l’ente nazionale che coordina il controllo aereo, a ridurre il numero di aerei in volo sul territorio italiano. L’ENAV ha detto di aver risolto il problema dopo alcune ore, ma non ha dato molte informazioni sulla sua natura o sulle sue cause, a parte escludere un attacco informatico o un sabotaggio.

Nello specifico si sa che il problema ha riguardato la rete che trasmette i dati necessari al controllo del traffico aereo. L’ENAV gestisce 45 torri di controllo e 4 centri di controllo di area (anche detti sale radar): le comunicazioni fra loro, gli aeroporti e le autorità dei paesi confinanti avvengono solitamente tramite una rete in fibra ottica, gestita da soggetti diversi da ENAV, fra cui TIM. È questa rete ad avere avuto problemi venerdì.

I dati trasmessi su questa rete includono i dati registrati dalle torri radar distribuite sul territorio, che rilevano posizione, quota, velocità e codice identificativo di tutti gli aerei; i piani di volo e le rotte; le comunicazioni fra i vari centri di controllo; i dati meteorologici.

L’ENAV ha detto di aver riscontrato le «anomalie» nella notte fra giovedì e venerdì, ma in quel momento il traffico notturno ridotto era gestibile dai sistemi di emergenza, e non era stato necessario prendere provvedimenti sul traffico. A partire dalle 6:00 di venerdì invece l’aumento del numero di aerei previsti in volo aveva spinto l’ente a ridurre il traffico sul territorio nazionale, per garantire il massimo livello di sicurezza. Questo ha portato a una serie di ritardi a cascata.

Dati i problemi sulla rete di trasmissione dei dati a fibra ottica, l’ENAV è passato alla rete secondaria, che è satellitare. Questa rete però non permette di gestire in sicurezza tutto il traffico aereo in Italia, perché ha capacità e velocità di trasmissione inferiori a quelle della fibra. Il numero di voli è stato prima ridotto al 50 per cento, poi riportato al 75 per cento. Nel pomeriggio la rete in fibra è tornata operativa, e il traffico ha iniziato a ristabilizzarsi.

A giugno del 2025 c’era stato un problema simile in uno dei quattro centri di controllo di area, quello del Nord-Ovest, con sede a Milano (gli altri hanno sede a Padova, Roma e Brindisi), che aveva bloccato i voli nella zona. In quel caso l’ENAV aveva ipotizzato che l’avaria fosse dovuta a un problema delle infrastrutture di TIM, che però aveva detto di non essere coinvolta.