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  • Sabato 17 ottobre 2026

Per l’Olimpia Milano è un momentaccio

La squadra più ricca del basket italiano ha perso cinque delle ultime sei partite, e le prossime sono ancora più complicate

L'allenatore dell'Olimpia Milano Giuseppe Poeta con i suoi giocatori durante un timeout della semifinale di Supercoppa italiana contro la Virtus Bologna, il 19 settembre. (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
L'allenatore dell'Olimpia Milano Giuseppe Poeta con i suoi giocatori durante un timeout della semifinale di Supercoppa italiana contro la Virtus Bologna, il 19 settembre. (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
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All’Olimpia Milano le cose stanno andando male, e nei prossimi giorni rischiano di andare pure peggio. La squadra, la più ricca e ambiziosa del basket italiano, ha perso cinque delle ultime sei partite, è ultima in Eurolega (la competizione più importante d’Europa) e nelle prossime due settimane dovrà affrontare un ciclo di partite molto complicate, in Italia e in Europa. La prima è domenica a mezzogiorno, fuori casa e contro Napoli, la squadra più entusiasmante e arrembante di questo inizio di Serie A, prima in classifica con tre vittorie su tre partite.

Per l’Olimpia le premesse erano tutt’altre: aveva chiuso la scorsa stagione alla grande, vincendo lo Scudetto e la Coppa Italia con Peppe Poeta, un allenatore nuovo, giovane e pieno di entusiasmo. E quest’anno era partita con un budget stimato di 40 milioni di euro: 15 in più della Virtus Bologna, l’altra squadra italiana che gioca in Eurolega, e 30 in più di Napoli.

A fine settembre il presidente Pantaleo Dell’Orco aveva persino detto che la società si era messa al lavoro «per fare una squadra forte, possibilmente per arrivare tra i primi quattro dell’Eurolega». Insomma, l’Olimpia non voleva solo ripetersi in Italia, ma anche rilanciarsi in Eurolega, dove non arriva ai playoff (cioè alle fasi finali) dal 2022.

Le ambizioni europee di Dell’Orco erano forse un po’ esagerate, ma era legittimo aspettarsi qualcosa di buono da Milano. I cinque titolari dell’anno scorso erano stati tutti sostituiti da giocatori molto forti, almeno sulla carta. Secondo Campo Aperto, un canale di basket molto seguito su YouTube, in estate l’Olimpia era stata l’unica squadra ad aver «portato in Italia un giocatore che assomiglia a un big europeo», cioè Moses Wright.

E oltre a Wright, che è uno dei migliori lunghi d’Europa (i giocatori alti e robusti che giocano soprattutto vicino a canestro), in estate a Milano era arrivato anche Alec Peters, che aveva appena vinto l’Eurolega con l’Olympiakos.

Questa stagione era iniziata bene per l’Olimpia. A settembre aveva vinto la Supercoppa e, nella seconda partita di Eurolega, aveva battuto la Virtus Bologna con un canestro all’ultimo secondo.

Le cose sono peggiorate a ottobre. L’Olimpia ha perso tutte le altre partite di Eurolega giocate finora (contro Baskonia, Maccabi Tel Aviv, Real Madrid e Dubai Basketball) e in Serie A è stata sconfitta dalla neopromossa Verona. L’unica vittoria del mese è arrivata domenica scorsa contro Treviso, dopo un primo quarto comunque poco brillante.

I problemi dell’Olimpia Milano sono tanti e stanno soprattutto in difesa. In Eurolega i suoi avversari segnano tanto: vuol dire che tirano spesso in condizioni favorevoli, e questo dipende anche dalla scarsa organizzazione della difesa di Milano. Contro Baskonia e Maccabi Tel Aviv, per esempio, i giocatori dell’Olimpia sono apparsi spesso in difficoltà dopo i blocchi degli avversari, cioè quelle azioni in cui un attaccante si ferma davanti a un difensore per impedirgli di seguire il suo uomo.

E poi Milano nemmeno segna granché. L’attacco è spesso discontinuo, a tratti lento e affidato più alle iniziative dei singoli giocatori che a un’idea di gioco ben definita.

Molti tifosi stanno diventando sempre più critici verso Poeta, e alcuni giocatori – tra cui senz’altro Peters e Wright – stanno giocando al di sotto dei loro alti standard, e non sono fin qui sembrati nemmeno particolarmente combattivi.

In uno sport come il basket, dove si gioca ogni tre giorni, è fondamentale superare questi momenti negativi il prima possibile, perché anche solo tre o quattro settimane di crisi possono diventare facilmente 7-8 sconfitte e una classifica difficile da ribaltare.

Per Milano, però, non sarà facile riprendersi bene e presto: in campionato dopo Napoli troverà la Virtus Bologna, mentre in Eurolega affronterà prima il Barcellona e poi, in trasferta, le due fortissime squadre di Atene, il Panathinaikos e l’Olympiakos.