Gli attacchi dei coloni israeliani ai palestinesi che raccolgono le olive
Sono stati decine in poche settimane, e venerdì è stata malmenata anche una fotografa del Washington Post
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Un grande attacco compiuto da decine di coloni israeliani contro gli abitanti della cittadina di Abu Falah, in Cisgiordania, è l’ultimo esempio dell’intensificarsi delle violenze contro i palestinesi che lavorano alla stagionale raccolta delle olive, una tradizione di cui i coloni si stanno appropriando con la forza. Nell’attacco è stata malmenata anche Heidi Levine, un’esperta fotografa che era lì per il Washington Post e indossava un giubbino con la scritta “Press”: è stata gettata a terra, presa violentemente a calci e derubata della propria attrezzatura.
I coloni sono scesi dall’insediamento di Meshulash, sulla collina sopra Abu Falah, con i volti coperti da passamontagna neri. Hanno appiccato degli incendi e hanno lanciato delle pietre, e secondo il giornalista freelance americano Jasper Nathaniel, che era sul posto, alcuni di loro erano armati. Sono stati sparati dei colpi, che secondo il giornalista israeliano Oren Ziv hanno ferito un uomo palestinese. Sempre Ziv ha detto di aver visto delle jeep dell’esercito israeliano passare senza intervenire, una cosa comune durante gli attacchi dei coloni.
Levine era rimasta indietro rispetto agli altri giornalisti, è stata raggiunta dai coloni e colpita da una cinquantina di calci, ha detto. L’aggressione è stata ripresa tra gli altri da Andrey Khrzhanovskiy, noto su Instagram come Andrey X e diventato un punto di riferimento per il modo in cui racconta attacchi di questo tipo: ha soccorso Levine e l’ha aiutata a scappare dai coloni che avevano ricominciato l’inseguimento e il lancio di pietre. Levine è stata ricoverata a Ramallah con varie ferite, una costola rotta e quattro vertebre fratturate. Dovrà essere operata a un dito per una lacerazione che ha lasciato esposto l’osso.
Diversi testimoni hanno detto al Washington Post che in seguito l’esercito israeliano è intervenuto, ma lanciando lacrimogeni contro i palestinesi.
– Leggi anche: L’israeliano che i palestinesi chiamano quando hanno i coloni in casa
Nei giorni scorsi Al Jazeera aveva raccontato come gli attacchi dei coloni israeliani ai palestinesi che raccolgono le olive in Cisgiordania si siano intensificati, raggiungendo secondo diverse testimonianze il loro massimo in questa annata. Sabato una delegazione di diplomatici europei in visita in Cisgiordania aveva appena raggiunto il luogo di un attacco di questo tipo, quando è stata aggredita a sua volta da sette coloni a volto coperto.
Yesh Din, un’organizzazione israeliana indipendente di sorveglianza sulle colonie israeliane in Cisgiordania, ha contato 109 violenze di questo tipo in 75 diverse comunità palestinesi soltanto tra il 27 settembre e il 6 ottobre, una media di 11 al giorno.
I coloni incendiano gli alberi, mentre l’esercito compie sistematiche operazioni di sradicamento, adducendo ragioni di sicurezza. Hazem Sanaf, un uomo palestinese di 61 anni intervistato da Al Jazeera, dice che nei terreni suoi e di un vicino sulle colline intorno alla comunità di Beit Rima i bulldozer dell’esercito israeliano hanno distrutto oltre 400 ulivi.

Soldati dell’esercito israeliano intervengono sul luogo dell’attacco dei coloni ad Abu Falah, venerdì 16 ottobre. (AP Photo/Leo Correa)
Quella della raccolta delle olive è una delle tradizioni più sentite dei palestinesi della Cisgiordania, che in molti casi ci fanno affidamento per il proprio sostentamento. Ma oltre a distruggere gli alberi, i coloni stanno compiendo azioni coordinate per sottrarre gli ulivi alle comunità della Cisgiordania, pubblicando video sui social mentre bacchiano gli alberi (cioè ne scuotono i rami con una pertica) per far cadere i frutti, invitando altri israeliani a unirsi e adottando a loro volta i rituali e le pratiche con cui storicamente i palestinesi fanno la raccolta.



