Il papa ha chiamato Putin per chiedergli una tregua umanitaria
Mentre era ricoverato per la rimozione del tumore al polmone: ha chiesto di permettere il passaggio di cibo e farmaci a Oleshky
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Venerdì, mentre era ricoverato al Policlinico Gemelli dopo l’intervento di rimozione del tumore al polmone, papa Leone XIV ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin per chiedere una tregua umanitaria a Oleshky, in Ucraina.
Oleshky si trova nella regione di Kherson: è stata occupata dai russi all’inizio dell’invasione, nel 2022, e da allora è iniziata una grave crisi umanitaria che si è aggravata sempre di più: in città non ci sono elettricità, cibo, carburante, farmaci e l’unico ospedale della città è pieno di persone che non possono essere curate o di cadaveri. È da maggio di quest’anno, quindi da cinque mesi, che non arrivano consegne di cibo e medicine.
Oltre a chiedere a Putin di consentire l’arrivo di cibo e medicine, papa Leone XIV ha chiesto di permettere l’evacuazione sicura dei civili: secondo le Nazioni Unite sono rimaste bloccate all’interno della città circa 1.700 persone (circa 2mila, dice il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin), la maggior parte delle quali anziane e con disabilità.
Non è la prima telefonata tra papa Leone XIV e Putin: la prima era stata a giugno del 2025, meno di un mese dopo l’elezione del papa, che da subito si è esposto per chiedere la fine della guerra in Ucraina. Dopo la telefonata il regime di Putin ha diffuso una dichiarazione in cui ha detto di essere disponibile a «collaborare» per la tregua chiesta dal papa, senza aggiungere altro né dire in che modo.



