Com’è il mini ereader cinese per leggere ovunque

Abbiamo testato due modelli di Xteink, il dispositivo molto recensito sui social e apprezzato per le sue dimensioni

L'ereader Xteink X3 (il Post)
L'ereader Xteink X3 (il Post)
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Negli ultimi mesi sui social si è visto molto tra i creator che parlano di libri un nuovo ereader cinese piccolissimo. È del marchio Xteink e la sua caratteristica principale è che è leggerissimo, può essere infilato ovunque ed è molto pratico e maneggevole. Inoltre, avendo un magnete sul retro, si può attaccare ad alcuni smartphone, come gli iPhone con MagSafe o il Google Pixel 10, e in generale a quelli che hanno una cover magnetica. Per quelli che non ce l’hanno, si può usare l’adesivo magnetico da incollare al retro dello smartphone che viene venduto assieme al dispositivo.

Il motivo per cui ha avuto tanto successo online è che è considerato uno strumento efficace per deviare la propria attenzione dai social ai libri: attaccandolo sul retro dello smartphone, infatti, l’idea è che quando si ha la tentazione di aprire un social network e iniziare a scrollare basti girarlo e mettersi invece a leggere. Gli ereader di Xteink hanno lo schermo e-ink, quello degli ereader, che simula la carta stampata e non affatica gli occhi come fanno gli schermi di smartphone e tablet. Di fatto però hanno una serie di problemi che ne rendono l’utilizzo piuttosto limitato e faticoso per chi non è molto pratico di cose tecnologiche.

Esistono tre modelli di Xteink: X3, X4 Pro e X4 Classic. Noi abbiamo testato i primi due: l’X3 è il modello più essenziale e l’X4 Pro il più avanzato. Non abbiamo provato l’X4 Classic perché è una via di mezzo tra gli altri due, grande come l’X4 Pro ma senza alcune funzioni.

La prima cosa da dire è che costano meno dei classici ereader: l’X3 costa 69 euro, mentre l’X4 Pro ne costa 99. Per fare un confronto, online l’ultimo modello di Kindle si trova dai 155 euro in su, mentre l’ultimo modello di Kobo costa dai 170 euro. I mini ereader si possono ordinare dal sito ufficiale di Xteink, che offre la spedizione gratuita e consegna in circa due settimane. Si trovano anche su Aliexpress ma sconsigliamo di fare l’ordine da lì perché i dispositivi venduti sul sito potrebbero non essere progettati per il mercato internazionale ma solo per quello cinese, con alcune conseguenti limitazioni.

L’X3 è il più piccolo dei dispositivi Xteink: sta perfettamente sul retro di uno smartphone di medie dimensioni ma è anche il meno avanzato tecnologicamente, visto che lo schermo non si illumina, non ha il touch screen e i tasti non sono immediati da memorizzare.

I due modelli di Xteink che abbiamo testato: a sinistra l’X3, a destra l’X4 Pro (il Post)

L’X4 Pro invece ha sia i tasti che il touchscreen, e ha lo schermo con illuminazione frontale. È leggermente più grande dell’X3 e se lo si attacca con la calamita al retro dello smartphone esce spesso di più un centimetro (ma dipende dallo smartphone). Si perde quindi un po’ il senso di farlo, visto che è più scomodo da tenere in mano e si stacca appena lo si infila in tasca.

A sinistra, l’X3 attaccato a un iPhone 15; a destra l’X4 Pro attaccato a un iPhone 15 (il Post)

Una cosa fondamentale da sapere è che questi dispositivi non hanno un negozio integrato e quindi non permettono di scaricare direttamente gli ebook come fanno invece Kindle (da Amazon) e Kobo (dal Kobo Store). Bisogna prima scaricarli su un altro dispositivo (il computer o lo smartphone) e poi caricarli in formato epub via wifi, collegando l’ereader al computer via cavo o tramite la mini schedina SD del dispositivo.

Il grosso problema è che il loro sistema non permette di leggere i file protetti da DRM (un meccanismo che serve per tutelare il diritto d’autore), ovvero quasi tutti quelli che si trovano nei negozi online come Ibs, Feltrinelli, Libraccio e Amazon. Anche su MLOL, la piattaforma di prestito digitale delle biblioteche, si trovano soprattutto ebook protetti da DRM.

Da sinistra: un Kindle, un X4 Pro e un X3 (il Post)

Se non si è molto pratici, insomma, si rischia di comprare un dispositivo su cui poi non poter leggere quasi niente. Per chi invece è più abituato ad avere a che fare con la tecnologia esistono dei software come CrossPoint e dei plugin aggiuntivi che permettono di leggere i libri protetti da alcuni tipi di DRM sul dispositivo senza togliere la protezione, ma bisogna smanettare un po’ e c’è il rischio di danneggiarlo. Altri metodi prevedono di aggirare o togliere la protezione, ma violano la legge sul copyright.

Esistono dei siti che mettono a disposizione gratuitamente libri in italiano in formato epub. Uno di questi è LiberLiber, che ha un catalogo ricco ma principalmente composto da libri a cui è scaduto il diritto d’autore e con traduzioni un po’ desuete. La scelta quindi non è molta: fino al 2020 c’era anche il sito Project Gutenberg, che aveva un catalogo piuttosto ampio, ma è stato bloccato in Italia. Per chi legge anche in inglese ci sono diversi siti dai quali si possono scaricare gratuitamente i libri, come Standard Ebooks, Internet Archive (dove ci sono anche libri in italiano) e Global Grey Ebooks.

In generale, se leggete prevalentemente classici o avete voglia di smanettare un po’ e questo dispositivo vi incuriosisce, i mini ereader potrebbero essere un buon acquisto. Nel resto dei casi però non sono dispositivi che vi consiglieremmo di comprare.

Se quello che vi attira è la dimensione ridotta del dispositivo, ne esistono altri più o meno grandi come uno smartphone con più funzioni e meno restrizioni, ma anche più cari. Uno di questi è il Boox Palma, che un redattore del Post usa con soddisfazione da un anno: avendo un sistema Android, scaricare i libri è facile come su un qualsiasi ereader. Lui utilizzava il modello Palma 2, che però ora non è più disponibile. Sul sito si trova il modello 2 Pro, che però costa parecchio: circa 400 euro. La stessa azienda sta producendo un nuovo modello che si chiama Picco, che si può preordinare per circa 110 dollari e assomiglia in tutto agli Xteink, restrizioni comprese.

I dispositivi Xteink si possono personalizzare in molti modi, per esempio installando il software opensource gratuito CrossPoint, che permette di visualizzare meglio i libri e utilizzare nuovi font, tra le altre cose. Non è da escludere che possa danneggiare il dispositivo, dal momento che non è stato sviluppato dall’azienda che lo produce, ma è ampiamente utilizzato da chi ha acquistato gli Xteink. Anche noi abbiamo provato a scaricarlo e lo abbiamo apprezzato più del sistema operativo già installato sul dispositivo, che è un po’ più difficile da usare.

– Leggi anche: Per qualcuno ascoltare un libro vale come leggerlo, per altri no

In una recensione entusiasta l’Atlantic ha definito l’esperienza di usare questo ereader come “TikTokification of reading”, ovvero TikTok-ificazione della lettura, perché dal momento che sulla schermata dell’ereader (l’X3, per la precisione) ci stanno appena uno o due paragrafi diventa continuamente necessario girare pagina. Wirecutter, l’autorevole sito di recensioni del New York Times, ha criticato invece l’assenza di alcune funzioni che si trovano per esempio su Kindle, come la possibilità di sottolineare le frasi e cercare le parole sul vocabolario.

Per la redattrice del Post che l’ha testato l’esperienza è stata piuttosto negativa per i limiti elencati sopra. Tra i due dispositivi ha preferito l’X4 Pro: più comodo e utilizzabile in tutte le situazioni per via dello schermo illuminato. Le piccole dimensioni per lei non sono state un problema, anche perché il testo si può ingrandire.

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Disclaimer: con alcuni dei siti linkati nella sezione Consumismi il Post ha un’affiliazione e ottiene una piccola quota dei ricavi, senza variazioni dei prezzi. Ma potete anche cercare le stesse cose su Google. Se invece volete saperne di più di questi link, qui c’è una spiegazione lunga.