L’Italia ha vinto due medaglie d’argento nell’inseguimento a squadre ai Mondiali di ciclismo su pista

Il quartetto composto da Alessio Magagnotti, Francesco Lamon, Filippo Ganna e Jonathan Milan in una gara d'inseguimento a squadre, durante i Mondiali del 2026 in Cina, il 14 ottobre (Arne Mill/Ansa-Dpa)
Il quartetto composto da Alessio Magagnotti, Francesco Lamon, Filippo Ganna e Jonathan Milan in una gara d'inseguimento a squadre, durante i Mondiali del 2026 in Cina, il 14 ottobre (Arne Mill/Ansa-Dpa)

I quartetti dell’Italia dell’inseguimento a squadre hanno vinto due medaglie d’argento ai Mondiali di ciclismo su pista in corso a Shanghai, in Cina. Quello maschile era formato dai ciclisti Filippo Ganna, Jonathan Milan, Francesco Lamon e Alessio Magagnotti, mentre in quello femminile in finale c’erano Martina Fidanza, Chiara Consonni, Vittoria Guazzini ed Elisa Balsamo. Entrambe le squadre da anni sono tra le migliori al mondo nell’inseguimento a squadre, ma in finale hanno perso in modo piuttosto netto rispettivamente contro la Danimarca e la Gran Bretagna.

Il quartetto dell’Italia femminile di ciclismo su pista, con Vittoria Guazzini, Martina Fidanza, Elisa Balsamo e Martina Alzini, il 14 ottobre 2026 a Shanghai, in Cina (Arne Mill/Ansa-Dpa)

Il quartetto danese maschile – formato da Carl-Frederik Bévort, Lasse Norman Leth, Frederik Madsen, Rasmus Pedersen – ha vinto di quasi cinque secondi, che sono molti in questa specialità. È detentore del record del mondo nell’inseguimento a squadre maschile (3:39,977), così come lo è quello britannico – Erin Boothman, Anna Morris, Millie Couzens e Josie Knight – al femminile (4:02,808). Pur essendo partita peggio dell’Italia, la Gran Bretagna ha rimontato e ha vinto con un vantaggio di oltre cinque secondi.

Le squadre italiane dell’inseguimento su pista hanno diversi atleti e tante atlete di alto livello. Nella squadra femminile gareggiano anche Martina Alzini (che ha preso parte alla semifinale), Federica Venturelli e Letizia Paternoster. In quella maschile è in corso una sorta di ricambio generazionale: il 32enne Simone Consonni – che con Ganna, Milan e Lamon vinse l’oro alle Olimpiadi di Tokyo 2020 nell’inseguimento a squadre, fratello di Chiara – è stato sostituito da Alessio Magagnotti, 19enne molto promettente anche nelle gare su strada.