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  • Mercoledì 14 ottobre 2026

Le prime condanne per tortura nel caso degli abusi alla questura di Verona

Nei confronti di due poliziotti accusati di violenze contro due persone fermate nel 2022

La questura di Verona, 7 giugno 2023 (Filippo Venezia/ANSA)
La questura di Verona, 7 giugno 2023 (Filippo Venezia/ANSA)
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Il tribunale di Verona ha condannato in primo grado due poliziotti imputati nel processo sulle violenze commesse dentro la questura di Verona nel 2022. Sono le prime condanne per il reato di tortura scaturite dall’ampia indagine che era stata aperta oltre quattro anni fa, e che aveva coinvolto una ventina di agenti.

I giudici hanno condannato Alessandro Migliore, 28 anni, complessivamente a sei anni e sei mesi di reclusione e Loris Colpini, 55 anni, a quattro anni e tre mesi. Oltre che per tortura, Migliore è stato condannato anche per rifiuto e omissione di atti d’ufficio e falso in atto pubblico per un’altra vicenda risalente a marzo del 2022, mentre Colpini è stato assolto dall’accusa di lesioni aggravate dalla discriminazione per un altro episodio. Migliore e Colpini avevano picchiato due persone in condizioni fragili che erano state fermate e portate in questura tra l’agosto e l’ottobre del 2022, e spruzzato spray al peperoncino contro di loro.

Migliore si era dimesso l’anno successivo, mentre Colpini è ancora in servizio. Per entrambi ora è stata però disposta l’interdizione dai pubblici uffici e tutti e due dovranno pagare un risarcimento di 15mila euro a ciascuna delle due persone che hanno subito gli abusi. Gli avvocati difensori di Migliore hanno già detto che presenteranno appello dopo che saranno depositate le motivazioni della sentenza, entro 90 giorni.

Colpini e Migliore erano stati arrestati a giugno del 2023 insieme ad altri tre colleghi. Era l’inizio di un’inchiesta che aveva portato la procura di Verona a indagare una ventina di poliziotti e poliziotte per aver picchiato alcune persone, perlopiù di origine straniera e senzatetto che erano in custodia all’interno della questura, o per non aver denunciato avvenimenti di questo tipo di cui erano a conoscenza, o ancora per non averli impediti quando ne avevano avuto l’occasione.

Secondo gli investigatori le violenze sono avvenute nella sala fermati, chiamata “acquario”, dell’ufficio del reparto volanti, cioè la sala interna alla questura dove vengono portate le persone fermate.

L’indagine sulla questura di Verona era cominciata dopo un’intercettazione compiuta nell’estate del 2022 nei confronti di Migliore per un’altra indagine. Era sospettato di aver condotto con leggerezza una perquisizione nei confronti di un gruppo di persone albanesi accusate di tentato omicidio e detenzione di armi, per via di presunti legami personali tra Migliore e alcuni parenti delle persone albanesi perquisite. Il 22 agosto Migliore era stato intercettato mentre parlava al telefono con la fidanzata e si vantava delle violenze commesse in questura nei confronti di una persona italiana fermata la sera prima.

Nell’intercettazione il poliziotto aveva aggiunto di aver a sua volta picchiato la persona fermata, stando attento a non farsi riprendere dalle telecamere di sorveglianza dentro la questura. «Amò, mi guarda, mi ero messo il guanto, ho caricato una stecca, amò, bam, lui chiude gli occhi, di sasso per terra è andato a finire, è rimasto là… È svenuto… Minchia che pigna che gli ho dato», diceva.

A quel punto la squadra mobile guidata dalla questora Ivana Petricca decise di non denunciare Migliore e, d’accordo con la procura di Verona, di continuare a indagare inserendo microspie e telecamere nascoste nei locali della questura per verificare se ci fossero stati altri casi di pestaggio.

– Leggi anche: Le immagini delle violenze alla questura di Verona

Stando a quanto ricostruito, una volta Migliore e altri colleghi avrebbero picchiato ripetutamente un uomo nell’”acquario”, colpendolo a un certo punto in faccia con uno schiaffo che lo avrebbe fatto svenire per qualche minuto. In un’altra occasione Colpini avrebbe picchiato con schiaffi e calci un altro uomo, spruzzandogli contro lo spray al peperoncino anche mentre era già a terra.

Il processo a loro carico era iniziato a marzo del 2024 con il rito del giudizio immediato, un procedimento speciale che permette di passare dalla fase delle indagini direttamente al dibattimento, quello che chiamiamo “processo”, evitando l’udienza preliminare. Cinque mesi dopo la procura aveva chiuso le indagini: complessivamente erano indagati 18 agenti. Sono due procedimenti distinti ma legati tra loro.

Per il secondo filone dell’inchiesta lo scorso febbraio la giudice per l’udienza preliminare ha rinviato a giudizio altri 12 agenti, ritenuti dall’accusa responsabili di violenze su persone fermate o di aver nascosto quelle violenze. Le accuse più gravi riguardano quattro di loro, che secondo l’accusa avrebbero picchiato due persone fermate nell’”acquario”. Sempre in quell’occasione tre agenti sono stati condannati con il rito abbreviato: uno a quattro mesi di reclusione per lesioni, uno a cinque mesi per falso, e uno a pagare una multa di 200 euro per omessa denuncia. Il processo per i 12 poliziotti inizierà a febbraio del 2027.

– Leggi anche: Altre testimonianze di violenze nella questura di Verona