Cos’è e come si cura l’adenocarcinoma polmonare

Il tumore diagnosticato a papa Leone XIV è tra i più diffusi al polmone: cosa lo causa, come si riconosce e quando si può operare

Papa Leone XIV durante la sua visita a Madrid, in Spagna, il 7 giugno 2026 (Dan Kitwood/Getty Images)
Papa Leone XIV durante la sua visita a Madrid, in Spagna, il 7 giugno 2026 (Dan Kitwood/Getty Images)
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Si stima che ogni anno in Italia ci siano circa 26mila diagnosi di adenocarcinoma polmonare, il tipo di tumore maligno che ha reso necessaria l’operazione di papa Leone XIV. È il tipo più diffuso tra i tumori polmonari, che nel nostro paese sono la prima causa di morte per cancro tra gli uomini e la seconda tra le donne. L’alta mortalità è dovuta al fatto che il tumore al polmone spesso non dà sintomi nelle fasi iniziali e viene diagnosticato quando è già in fase avanzata, talvolta quando si è già diffuso ad altre parti dell’organismo.

Nel caso di papa Leone XIV il tumore era stato identificato in fase precoce, nell’ambito di altri accertamenti. I medici avevano notato la presenza di un nodulo nel polmone destro e, dopo aver valutato le condizioni del papa e le caratteristiche della lesione, avevano scelto di operare per rimuoverla e analizzarla. Non tutti i noduli sono maligni, ma dai primi test è emerso che si trattava di un adenocarcinoma. Altre analisi consentiranno di comprendere meglio le caratteristiche del tumore, in modo da decidere eventuali terapie nei prossimi mesi.

In generale, nelle fasi iniziali un tumore polmonare può non dare sintomi e viene spesso scoperto durante esami effettuati per altri motivi. Quando invece si presentano, i sintomi possono comprendere tosse persistente, difficoltà a respirare, dolore al torace, tosse con sangue, stanchezza e perdita di peso. Le cause di questi sintomi possono essere molte e per questo la valutazione sull’eventuale presenza di un tumore viene fatta sulla base della storia clinica del paziente, compresa l’età e le sue abitudini.

Il fumo è uno dei principali fattori di rischio per i tumori polmonari in generale (8-9 tumori polmonari su 10), ma ci possono essere casi in cui la malattia si presenta per altri motivi. L’inquinamento atmosferico può avere un ruolo, così come il fumo passivo e l’esposizione a sostanze particolari come il radon o l’amianto. Ci sono poi particolari predisposizioni genetiche che aumentano il rischio di ammalarsi. L’adenocarcinoma è il tipo di tumore maligno polmonare che si riscontra più spesso anche in chi non ha mai fumato.

Un tumore polmonare si sviluppa quando alcune cellule del tessuto del polmone iniziano a moltiplicarsi in modo incontrollato, con il rischio di compromettere la normale funzionalità dei polmoni stessi. L’adenocarcinoma si sviluppa di solito nelle cellule ghiandolari situate nelle zone periferiche del polmone. Può rimanere isolato o diffondersi ad altre parti del corpo: nel primo caso un intervento di rimozione riduce il rischio di recidive e di metastasi.

L’intervento può prevedere l’asportazione di una parte del polmone o, in alcuni casi, dell’intero organo. La quantità di tessuto rimossa dipende dalle caratteristiche del tumore e dalle condizioni del paziente. Nel caso di papa Leone XIV i medici hanno scelto di rimuovere il lobo inferiore del polmone destro, che è diviso in tre lobi (quello sinistro ne ha due per lasciare spazio al cuore). La rimozione è avvenuta con una tecnica videoassistita, utilizzando quindi una piccola videocamera e strumenti dedicati, senza rendere necessaria un’apertura più invasiva del torace.

Prima di un intervento di questo tipo si fanno esami e test per verificare la capacità respiratoria del paziente, visto che l’asportazione può comportare una lieve riduzione del volume d’aria respirato. Il recupero dopo l’operazione dura di solito una decina di giorni: il paziente respira quasi da subito autonomamente e deve fare degli esercizi di respirazione, che aiutano il polmone a espandersi. Col tempo i tessuti elastici e muscolari del polmone si estendono, compensando almeno in parte la porzione asportata.

L’operazione è accompagnata da ulteriori verifiche, comprese quelle sui linfonodi, piccoli organi del sistema immunitario che possono essere raggiunti dalle cellule tumorali. Il loro eventuale coinvolgimento contribuisce a definire lo stadio della malattia e a scegliere le terapie. In alcuni casi, anche dopo un intervento riuscito, possono essere indicate chemioterapia, immunoterapia o terapie mirate. Se il tumore è stato rimosso completamente e le sue caratteristiche non richiedono altre cure, si procede invece con controlli periodici.

Come per buona parte degli altri tumori, non esiste una forma di prevenzione che azzeri il rischio di adenocarcinoma. Non fumare o smettere di fumare, evitare il più possibile il fumo passivo e l’esposizione a sostanze cancerogene riduce però il rischio, anche nelle persone che per loro natura sono più predisposte a questo tipo di malattia.

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