Qualcuno ha manomesso la segreteria telefonica della Corea del Nord all’ONU
Per giorni ha risposto una voce femminile che imitava l’accento asiatico e prendeva in giro il paese e il suo governo
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«Accidenti. Oh mio Dio. Non porti fuori la spazzatura. Beh, in Corea del Nord siamo tutti spazzatura». Iniziava così lo strano messaggio registrato che si è sentito per giorni quando si chiamava al telefono la missione permanente della Corea del Nord alle Nazioni Unite. Qualcuno aveva manomesso la segreteria telefonica: la voce era quella di una donna che parlava in inglese imitando in modo goffo e razzista un accento asiatico, e le cose che diceva erano molto critiche verso la Corea del Nord e il suo governo.
La prima ad accorgersi del messaggio era stata la CNN a fine settembre. Il Post ha chiamato il numero più volte. Le prime aveva trovato la segreteria con lo stesso messaggio, poi aveva risposto un uomo: aveva confermato che si trattava del numero della missione permanente della Corea del Nord all’ONU, ma si era rifiutato di rispondere alle domande sul contenuto del messaggio. Nelle chiamate successive aveva risposto di nuovo la segreteria, con lo stesso messaggio.
Dopo la frase iniziale, il messaggio proseguiva: «La Corea del Nord è la miglior Corea [North Korea is best Korea] e lo sappiamo perché non diamo da mangiare al nostro popolo». È un riferimento ironico alla grave e cronica crisi alimentare del paese: secondo le stime del Programma alimentare mondiale dell’ONU più del 40 per cento della popolazione della Corea del Nord è denutrita.
Poi il messaggio scherzava su Kim Jong Un, dittatore della Corea del Nord: «Se vuoi parlare con Kim Jong Un, devi parlare con me. Io parlo con lui, poi noi parliamo con te, e magari, prima o poi, qualcuno verrà sfamato». Alla fine interveniva una voce automatica, con la frase che ci si aspetterebbe da una segreteria telefonica: «Impossibile ricevere un messaggio. La casella vocale è piena. Per lasciare un messaggio a qualcun altro, premi due».
Da mercoledì sera sembra che il problema sia stato sistemato perché il messaggio non si sente più. Si sente solo un beep.

Il Palazzo di Vetro a New York, la sede delle Nazioni Unite (UN Photo/Rick Bajornas)
La Corea del Nord non ha un’ambasciata negli Stati Uniti. La missione all’ONU è la sua unica sede diplomatica in territorio americano e per molto tempo è stata uno dei pochi punti di contatto tra i due governi, il cosiddetto “canale di New York”. La missione per esempio ebbe un ruolo importante nelle trattative del 1994 sul programma nucleare nordcoreano, alla fine delle quali il regime nordcoreano si impegnò a congelarlo. L’accordo però si ruppe nel 2002 e da diversi anni i due paesi hanno perso anche i pochi contatti diplomatici che avevano. Oggi il “canale di New York” è praticamente inattivo.
Le missioni o rappresentanze permanenti alle Nazioni Unite sono le sedi dei diplomatici e dei funzionari che lavorano all’ONU per conto dei rispettivi paesi. Si trovano per lo più vicino alla sede centrale dell’organizzazione, il Palazzo di Vetro, nella parte orientale di Manhattan, a New York. Quella della Corea del Nord è al tredicesimo piano di un anonimo edificio di una ventina di piani, che ospita anche le sedi diplomatiche di altri paesi, a cinque minuti a piedi dal Palazzo di Vetro.
Secondo il sito del Servizio di protocollo e collegamento delle Nazioni Unite nella missione lavorano 23 persone. La CNN ci è andata per chiedere spiegazioni sul messaggio: un membro dello staff, a cui è stato fatto ascoltare per intero, ha detto che quello non era il numero della missione e ha chiuso la porta. Pochi giorni dopo, però, la missione ha diffuso il testo del discorso tenuto dal viceministro degli Esteri nordcoreano all’Assemblea generale dell’ONU di settembre: aveva quello stesso numero sulla prima pagina.

Il palazzo dove si trova la missione permanente della Corea del Nord a New York (Google Street View)
Non si sa chi abbia manomesso la segreteria telefonica e senza accedere ai registri delle chiamate della missione è impossibile scoprirlo. Modificare il messaggio potrebbe comunque non essere stato difficile. Martin Vigo, esperto di sicurezza informatica, ha spiegato alla CNN che molti utenti non modificano il codice di accesso alla segreteria e tengono quello predefinito fornito dall’operatore, che in alcuni casi corrisponde alle ultime quattro cifre del numero di telefono.
Secondo Vigo, indovinare questi codici di poche cifre è facile ed economico: con servizi di chiamata automatizzati si possono infatti provare migliaia di combinazioni in poco tempo e senza spendere molto.



