In Australia l’ex vescovo Christopher Saunders è stato condannato a sei anni e sei mesi per violenze sessuali
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In Australia il sacerdote cattolico Christopher Saunders è stato condannato mercoledì a sei anni e sei mesi di carcere per aver violentato due giovani uomini aborigeni mentre era vescovo della diocesi di Broome. Ad agosto una giuria lo aveva dichiarato colpevole di 13 dei 19 capi d’accusa, relativi ad abusi commessi tra il 2008 e il 2019. Secondo l’accusa le violenze sarebbero avvenute anche nella casa di Saunders, di proprietà della chiesa, dove il vescovo offriva ai giovani alcol e sigarette pagati con fondi ecclesiastici.
Saunders è stato assolto da sei capi d’accusa relativi a un terzo accusatore. Altre quattro accuse, relative ad abusi su un minore di 13 anni, erano state ritirate il primo giorno del processo.
La diocesi di Broome si trova sulla costa tropicale nord-occidentale del paese. È una zona molto rurale: copre un’area più vasta della Francia ma ha soli 50mila abitanti, e le persone cattoliche appartengono per lo più a popolazioni aborigene. Saunders ne è stato vescovo per 25 anni, dal 1996 alle sue dimissioni a seguito delle accuse di abuso, nel 2021. Il Vaticano aveva avviato un’indagine su di lui nel 2022, e aveva consegnato un rapporto alla polizia australiana nel 2023. Saunders era stato arrestato nel 2024.


