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  • Martedì 6 ottobre 2026

Nel basket non c’è ancora nessun accordo tra Eurolega e NBA

È quindi sempre possibile che la lega nordamericana faccia un suo torneo europeo senza le squadre di Eurolega, ma non è ancora detto

I proprietari e importanti dirigenti delle 13 squadre permanenti di Eurolega, il 6 ottobre del 2026 a Cernobbio, in provincia di Como (Eurolega)
I proprietari e importanti dirigenti delle 13 squadre permanenti di Eurolega, il 6 ottobre del 2026 a Cernobbio, in provincia di Como (Eurolega)
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I proprietari delle squadre di Eurolega, la principale competizione europea di basket, non hanno per ora trovato un accordo con l’NBA per fare assieme un nuovo torneo europeo. Scadeva infatti oggi una prima proposta della NBA e pare che l’Eurolega l’abbia rifiutata: lo scrivono la Gazzetta dello Sport e Sportando, due dei media che più hanno seguito le trattative negli ultimi mesi. Di certo per ora l’Eurolega non ha accettato nessun accordo, perché in un comunicato uscito martedì pomeriggio non se ne parla. È possibile però che non sia un “no” definitivo: l’Eurolega sta prendendo tempo, probabilmente per ottenere condizioni più vantaggiose e, come ha scritto la Gazzetta, adesso «comincia la trattativa vera».

L’NBA organizza il più prestigioso campionato di basket in Nord America, e da qualche anno sta pensando di allargarsi anche all’Europa, organizzando una nuova competizione: si deve decidere se con l’Eurolega o in competizione con l’Eurolega.

È infatti probabile che l’NBA, che è molto ricca, possa andare avanti nel suo progetto anche senza l’Eurolega, creando squadre da zero in alcune delle principali città europee (come Parigi, Londra e Milano) e magari usando come base squadre di calcio già popolari.

L’Eurolega è una lega privata con 13 squadre permanenti che ne sono le uniche proprietarie (tra cui una italiana, l’Olimpia Milano) e altre che cambiano nel tempo (da qualche anno c’è anche la Virtus Bologna). Martedì i proprietari delle 13 squadre permanenti si sono riuniti, un evento raro, a Cernobbio, in provincia di Como. Hanno deciso «di proseguire l’iter per ampliare il numero» di squadre permanenti, dice il breve comunicato dell’Eurolega stessa, che nemmeno menziona l’NBA.

Da tempo l’Eurolega vuole espandersi, portando le squadre che ci giocano da 20 a 24, e da 13 a 20 (o 21) le squadre permanenti. Intanto si è deciso di convertire queste ultime in franchigie: non è chiaro cosa cambierà, ma è un modo per rendere l’Eurolega più simile alla NBA, dove già tutte le squadre sono franchigie (un termine usato per sottolineare la natura aziendale ed economica di una squadra sportiva, che pur di fare soldi può cambiare città, tra le altre cose).

Le quattro squadre italiane interessate ad acquisire lo status di franchigia in Eurolega sarebbero Virtus Bologna (che già ci gioca), Napoli, Maxima Roma e BC Roma. Le due squadre di Roma però sono state create quest’anno anche con l’obiettivo implicito di riuscire a entrare (in quanto squadre di una città dalla grande attrattiva come è Roma) nel nuovo torneo dell’NBA, al quale verosimilmente solo una delle due riuscirà a partecipare.

L’NBA invece non vorrebbe che l’Eurolega si espandesse troppo, soprattutto se, come sembra, sta per lanciare un proprio torneo in Europa.

Di questo potenziale torneo europeo dell’NBA non si granché, ma è abbastanza certo che coesisterà con i campionati nazionali e che non sarà del tutto chiuso come l’Eurolega: 12 squadre saranno fisse, mentre altre 4 potranno qualificarsi tramite i tornei europei della FIBA, la federazione internazionale di basket.

Un eventuale accordo tra Eurolega e NBA (o anche l’arrivo in Europa dell’NBA in concorrenza all’Eurolega) avrebbe effetti notevoli sulle partite – e quindi sulle stagioni, e quindi sui tifosi – di alcune delle maggiori squadre europee di basket, e di conseguenza anche sull’organizzazione dei campionati nazionali.