Alle auto di Formula 1 serviva un aggiornamento software
Domenica a causa di un “bug” informatico alcune si sono fermate, e il Gran Premio è partito con grande ritardo
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Domenica il Gran Premio del Bahrein si è corso a Sepang, in Malaysia. Sarebbe dovuto iniziare alle 9 (ora italiana), ma è partito alle 10:30. Tra le cose che lo hanno ritardato c’è stato, inaspettatamente, un bug, cioè un difetto di programmazione nel software delle macchine. Le ha rallentate così tanto che il pilota della Ferrari Lewis Hamilton ha detto che gli sembrava di essere alla «gara di Lego» dello scorso luglio, quella che i piloti di Formula 1 hanno corso su go-kart fatti di mattoncini, che andavano al massimo a 30 chilometri orari.
Anche il pilota della Red Bull Max Verstappen, che ha vinto il Gran Premio, ha fatto lo stesso paragone. E come altri si è lamentato di una Formula 1 ormai «troppo complicata», in cui la componente elettrica ed elettronica delle macchine è troppo rilevante.
All’inizio il problema della gara di domenica sembrava un altro: la pioggia, forte e insistente, che cadeva sulla pista. Già alle 8:44 l’acquazzone era tale che si era deciso di rinviare la partenza.
Le macchine sono entrate in pista solo alle 9:40, dietro la safety car, per un paio di giri di formazione. Sono quelli che si fanno prima della partenza vera e propria e servono a verificare che sia tutto a posto. Non lo era.
Poco dopo l’inizio del primo giro di formazione, il pilota della Red Bull Max Verstappen ha notato che la sua macchina rallentava nonostante tenesse premuto l’acceleratore. La stessa cosa è successa a Hamilton, che l’ha spenta e riaccesa, e poi ad altri piloti, alcuni dei quali sono finiti per procedere a passo d’uomo o si sono fermati del tutto. Di conseguenza, anche gli altri hanno iniziato a rallentare; stavolta apposta, per evitare sanzioni, visto che dovevano rispettare le posizioni stabilite dalle qualifiche. Kimi Antonelli, della Mercedes, ha raccontato che a un certo punto si è ritrovato a procedere affiancato ad altre quattro macchine, tanta era la confusione.
Le macchine sono quindi state fatte rientrare ai box e la gara è stata rimandata ulteriormente. All’inizio sembrava che gli organizzatori stessero solo aspettando che l’asfalto si asciugasse del tutto. Poi però la FIA – la Federazione internazionale dell’automobile, che gestisce anche le gare di Formula 1 – ha spiegato che si era verificata una «combinazione senza precedenti» di fattori che aveva fatto perdere improvvisamente potenza alle macchine. In sostanza, si era verificato un problema con i software delle monoposto.
Quando piove, la FIA attiva nel software delle monoposto la modalità wet weather, che per ragioni di sicurezza limita a 250 kW la potenza elettrica, contro i 350 kW disponibili in condizioni normali. In alcune zone specifiche della pista possono poi essere applicate ulteriori limitazioni, sempre per motivi di sicurezza: era il caso della curva 9 di Sepang, dove il software delle macchine disattivava di colpo l’MGU-K, il componente che fornisce energia elettrica in accelerazione e ne recupera durante le frenate.
Non sono limitazioni da poco, vista l’importanza che il motore elettrico ha nelle macchine di Formula 1 oggi. Da quest’anno, infatti, la potenza del motore termico è quasi equivalente a quella elettrica, anziché tre volte più grande come l’anno scorso. Il motore elettrico – e in particolare l’MGU-K – ha insomma un ruolo fondamentale quando si tratta di far muovere le monoposto.
Durante i giri di formazione a Sepang, quando le macchine procedevano quasi a passo d’uomo, l’MGU-K avrebbe quindi “dovuto dare una mano” a quello termico, che a velocità così basse può perdere potenza. È una situazione resa ancora più delicata dall’assenza, a partire da quest’anno, dell’MGU-H, un componente che aiutava a mantenere più reattivo il turbocompressore, cioè il sistema che spinge più aria dentro il motore per fargli sviluppare più potenza.
Alla curva 9 del circuito di Sepang, l’erogazione di energia elettrica si è fermata di colpo. A quel punto i software di alcune macchine hanno rilevato insieme l’MGU-K disattivato e una velocità molto bassa e hanno scambiato la situazione per un’infrazione o un’anomalia. In alcune monoposto è quindi partito il cosiddetto continuous offset, una procedura di emergenza che per 60 secondi disattiva forzatamente la potenza del motore elettrico e, in alcuni casi, riduce anche quella del motore termico.

La safety car della FIA durante i giri di formazione (Clive Mason/Getty Images)
La gara è ripartita dopo 45 minuti, durante i quali gli ingegneri della FIA hanno dovuto risolvere il bug in pochissimo tempo, aggiornando di fatto i software delle auto. Il responsabile tecnico della FIA che si occupa delle monoposto, Nicholas Tombazis, ha detto che la federazione non era riuscita a testare il software tanto a fondo quanto avrebbe voluto «perché quest’anno c’è stata pochissima guida sul bagnato».
I piloti ne hanno approfittato per lamentarsi (di nuovo) delle macchine di questo Mondiale. Lando Norris, campione del mondo in carica con la McLaren, ha detto che i problemi di Sepang dimostrano «solo che non dovremmo avere niente di tutta questa roba elettronica». Carlos Sainz, della Williams, ha detto che «quello che è stato deciso quattro o cinque anni fa [cioè il regolamento di quest’anno] è chiaramente sbagliato», e che con i vecchi e rumorosi motori V8 una cosa del genere non sarebbe mai successa.
Intanto la Formula 1 sta già cercando di raddrizzare il tiro. Dal 2027 i motori torneranno a essere più termici che elettrici, e il regolamento è già stato adeguato.



