Calcio-pallavolo, taekwondo virtuale e Pokémon Unite
Ai Giochi Asiatici ci sono stati tantissimi sport, alcuni senz'altro inusuali
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Degli oltre 10mila partecipanti ai Giochi Asiatici, il giapponese Yuki Kurihara era il più giovane, e a 11 anni è diventato il più giovane di sempre a vincere una medaglia in queste particolari Olimpiadi per atleti asiatici. Kurihara ha vinto l’oro nel Puyo Puyo Champions, un videogioco simile a Tetris e uno degli undici eSports (gli sport elettronici, competizioni di videogiochi) presenti ai Giochi Asiatici.
Dai Giochi Asiatici, che si sono svolti in Giappone dal 19 settembre al 4 ottobre, sono venute fuori molte storie bizzarre. Non solo c’erano alcuni sport improbabili (taekwondo virtuale, eFootball, calcio-tennis e Pokémon Unite, un videogioco in cui le squadre fanno combattere vari Pokémon, tra gli altri), ce n’erano anche tantissimi: gli eventi da medaglia sono stati 469. Alle Olimpiadi di Parigi nel 2024 furono 329.
Negli sport più popolari c’erano pochi degli atleti migliori, ma nel sollevamento pesi sono stati battuti diversi record mondiali. Si sono fatti notare anche due nuotatori: il 17enne giapponese Shin Ohashi ha fatto il nuovo record del mondo nei 200 metri rana e la 13enne cinese Yu Zidi ha vinto tre medaglie d’oro (nei 200 farfalla, nei 200 e nei 400 misti).

Il giapponese Yuki Kurihara durante i quarti di finale del torneo di Puyo Puyo Champions dei Giochi Asiatici, il 26 settembre 2026 (AP Photo/Dita Alangkara)
I Giochi Asiatici hanno cercato e ottenuto visibilità anche per una gran quantità di sport non convenzionali, o comunque poco diffusi e conosciuti nella cultura occidentale. C’erano il kurash (o köräş, parola turca che significa “lotta”), uno sport da combattimento praticato soprattutto nell’Asia centrale; le acrobazie e le rovesciate del sepak takraw, una specie di pallavolo giocata coi piedi; le arti marziali tradizionali cinesi, chiamate wushu, che comprendono varie specialità tra cui balletti con una spada chiamata taijijian; il teqball, una sorta di tennistavolo che si gioca coi piedi.
Vi ricordate il breaking? C’era. E c’era pure il taekwondo virtuale, dove si “combatte” indossando un visore che genera un avversario digitale, e di fatto si tirano calci all’aria.
Ci sono state soprattutto tante storie notevoli. La ciclista afghana Fariba Hashimi, che era scappata dal regime dei talebani, a causa del quale si doveva allenare travestita da uomo, ha vinto la medaglia d’argento nella gara in linea su strada. Nella maratona femminile la bahreinita Shitaye Habte ha vinto l’oro 16 anni dopo la sua prima medaglia ai Giochi Asiatici nei 10mila metri: ha 36 anni e tre figli, e ha detto che uno di loro le aveva chiesto di non correre perché avrebbe sentito la sua mancanza.
Nella gara di Identity V di eSports, un videogioco horror in cui si gioca a squadre sia come cacciatori che come prede, Mu Xinyue era l’unica donna su 23 componenti della squadra cinese. Di norma infatti i partecipanti delle competizioni di videogiochi sono quasi tutti maschi: dei 534 giocatori totali di eSports ai Giochi Asiatici, le donne erano solo 14. Mu è stata una delle migliori giocatrici della squadra cinese che ha vinto la medaglia d’oro: ha detto che è stato «il momento più felice» della sua vita.
La sua assenza non è stata il problema principale, comunque. Forti piogge hanno causato rinvii e problemi di calendario a sport come tennis, surf e cricket. Molti atleti si sono lamentati dei posti in cui sono stati costretti a dormire, un mix di camere d’albergo, container di legno con letti troppo piccoli e una nave da crociera ormeggiata sulla costa.
Anche negli spostamenti non è filato tutto liscio: la squadra sudcoreana di basket non ha potuto allenarsi prima della finale perché il suo bus non si è mai presentato, mentre la squadra pakistana di pallavolo è stata portata nel palazzetto sbagliato, per esempio.
L’indiana Pusarla Venkata Sindhu, una delle migliori giocatrici di badminton al mondo, ha dovuto giocare tre partite in 18 ore, a causa di rinvii e calendari molto congestionati.
Dal punto di vista organizzativo ci sono stati altri problemi. Prima di una partita di hockey su prato tra Bangladesh e Corea del Sud, al posto dell’inno di questi ultimi è stato fatto suonare quello della Corea del Nord. Ai Giochi Asiatici del 2018 le due Coree avevano gareggiato assieme in alcune gare, mentre quest’anno hanno partecipato separate in tutti gli sport.
L’organizzazione ha ammesso di aver venduto meno biglietti di quanto si aspettava. Soprattutto nelle gare di atletica, che si sono svolte in uno stadio da 30mila posti, si notava bene quanta poca gente ci fosse sugli spalti: «Non siamo soddisfatti», ha detto il segretario generale del comitato organizzatore dei Giochi Asiatici Satoshi Murate. Alcuni biglietti erano stati regalati a sponsor e ad altre persone interessate, che però non li hanno sfruttati.
La Cina, alla fine, ha stravinto il medagliere. Ha vinto 169 medaglie d’oro, più delle 83 del Giappone e delle 39 della Corea del Sud. Hanno vinto almeno una medaglia anche Macao, Siria, Bangladesh, Brunei, Nepal e Laos.
– Guarda anche: Belle foto dagli stranissimi Giochi Asiatici



