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  • Giovedì 1 ottobre 2026

Le cose da chiarire sull’attentato fallito sul volo per Tel Aviv

Le motivazioni non sono ancora state accertate, così come alcuni dettagli su quanto accaduto a bordo dell'aereo

Una passeggera all'arrivo a Tel Aviv, 30 settembre (AP/Ohad Zwigenberg)
Una passeggera all'arrivo a Tel Aviv, 30 settembre (AP/Ohad Zwigenberg)
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Ci sono ancora diverse cose che non sappiamo sul tentato dirottamento del volo della compagnia Flydubai di mercoledì tra Dubai e Tel Aviv, sventato grazie all’intervento di alcuni passeggeri. Le motivazioni non sono ancora state accertate, così come alcuni dettagli su quanto accaduto a bordo.

Sull’aereo c’erano circa 170 passeggeri, perlopiù israeliani, che dopo un atterraggio di emergenza in Arabia Saudita in serata sono stati portati a Tel Aviv con un altro volo: uno dei due piloti ha accoltellato l’altro per far precipitare l’aereo. L’aggressore sarebbe un cittadino dell’Oman, ma il governo omanita non ha confermato; il pilota aggredito è un cittadino indiano, Smit Machchhar.

Inizialmente era stato ipotizzato un possibile coinvolgimento dell’Iran, ma mercoledì sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che è «troppo presto» per confermarlo. Giovedì Netanyahu ha detto che, sulla base delle informazioni raccolte su di lui, Israele ritiene che l’aggressore fosse stato «sottoposto a un indottrinamento islamista radicale». Alcuni funzionari israeliani rimasti anonimi hanno detto ai giornali nazionali che si sta indagando anche sull’ipotesi di un tentato suicidio. Netanyahu ha anche detto che dopo essere stato immobilizzato, l’aggressore avrebbe chiesto all’equipaggio di ucciderlo.

– Leggi anche: Cosa è successo sul volo fra Dubai e Tel Aviv

Giovedì le autorità degli Emirati Arabi Uniti, da dove era decollato il volo, hanno aperto un’indagine per stabilire il movente dell’aggressore. Anche qui, le ipotesi includono terrorismo e disturbi psichici. Gli Emirati hanno rivendicato la giurisdizione sul caso perché l’aereo è registrato nel paese e con la loro bandiera, anche se il reato è avvenuto fuori dallo spazio aereo emiratino.

Non è chiaro neppure come alcuni passeggeri siano riusciti a entrare nella cabina di pilotaggio, come raccontato da alcuni testimoni, visto che negli aerei è sempre chiusa dall’interno per motivi di sicurezza. Stando alle informazioni diffuse da Netanyahu, ci sarebbero riusciti grazie al pilota ferito, che l’avrebbe aperta dall’interno prima di perdere conoscenza. La ricostruzione si basa sul racconto di Yaniv Hayun, un uomo israeliano che all’arrivo a Tel Aviv ha incontrato Netanyahu e gli ha raccontato cosa era successo.

Una volta entrato nella cabina, Hayun ha detto di aver visto il pilota aggressore chinato sulla consolle centrale mentre tentava di far precipitare l’aereo. A quel punto sarebbero arrivati altri due passeggeri, che avrebbero immobilizzato il pilota e l’avrebbero portato fuori.

Hayun ha detto anche di aver tirato la cloche dell’aereo per fermare la discesa e stabilizzare l’aereo. Ha sostenuto di essere stato capace di agire così tempestivamente grazie ad Air Crash Investigation, una serie televisiva canadese che ricostruisce le dinamiche di incidenti aerei famosi, che ha detto di aver visto.

Il passeggero Yaniv Hayoun (AP/Tomer Appelbaum)

A bordo del volo c’erano anche due piloti non in servizio. Stando a quanto riferito al Jerusalem Post da una persona a conoscenza dei fatti, erano stati imbarcati in via precauzionale per poter sostituire i due piloti, nel caso in cui una deviazione avesse prolungato il viaggio oltre il limite massimo di ore consentite. Secondo un passeggero uno dei due avrebbe raggiunto la cabina di pilotaggio e preso i comandi durante l’emergenza, mentre l’altro era «sotto shock».

Il pilota accusato del tentato dirottamento è stato interrogato dalle autorità saudite. Netanyahu ha detto che nelle prossime ore sarà trasferito negli Emirati Arabi Uniti. Flydubai ha sospeso tutti i voli da e per Israele.