Il parlamento della Romania ha negato la fiducia al terzo primo ministro nominato in cinque mesi
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Il parlamento della Romania ha negato la fiducia a Siegfried Mureșan, europarlamentare del Partito Nazionale Liberale (PNL) di centrodestra, che a metà settembre era stato nominato primo ministro dal presidente Nicușor Dan. È il terzo primo ministro che Dan nomina negli ultimi mesi, dopo Eugen Tomac, un europarlamentare di un piccolo partito di centrodestra, che però si era ritirato per lo scarso sostegno senza neanche sottoporsi al voto di fiducia; e Adrian Veştea, ex ministro appartenente al PNL, che non aveva ottenuto abbastanza voti.
Continua così la crisi politica iniziata nel paese ad aprile che aveva portato alla rimozione del primo ministro Ilie Bolojan (del PNL) con una mozione di sfiducia del parlamento. La crisi era nata perché i Socialdemocratici (economicamente di sinistra ma conservatori) contestavano al primo ministro le misure di austerità economica e si erano ritirati dalla precedente coalizione di governo rompendo con gli altri tre partiti europeisti di centrodestra che la componevano.
Date queste spaccature è improbabile che il parlamento raggiunga un accordo su un candidato. Secondo quanto ha detto l’analista politico rumeno Cristian Pirvulescu all’agenzia di stampa AFP, tuttavia, è difficile che Dan indica elezioni anticipate senza prima tentare con un altro candidato, che a questo punto sarà probabilmente una figura senza ruoli politici. Dal momento in cui vengono indette le elezioni infatti ci vogliono diversi mesi prima di poter formare un nuovo governo: troppo tempo, dato che la crisi politica sta avendo conseguenze anche sulla situazione economica del paese.


