Le proteste studentesche in Francia si sono allargate
Erano iniziate la settimana scorsa per contestare le condizioni di lavoro e studio a scuola: martedì ci sono stati scontri e centinaia di fermi
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Martedì le ampie proteste studentesche in corso già dalla settimana scorsa in Francia sono diventate ancora più intense, con scontri in diverse città, compresa Parigi, 440 persone fermate e decine di feriti tra studenti, insegnanti e agenti delle forze dell’ordine.
Durante le proteste a Lille sono stati incendiati cassonetti della spazzatura e sono state danneggiate anche fermate dei mezzi pubblici. Alcuni studenti hanno lanciato bottiglie, pietre e altri oggetti contro la polizia, che ha risposto con manganelli e gas lacrimogeni. Ci sono stati scontri anche in alcune scuole nel nord della Francia, come il liceo Brequigny di Rennes, dove circa cento studenti si sono messi a lanciare oggetti contro la polizia, e il liceo César-Baggio di Lille, dove la polizia ha utilizzato gas lacrimogeni in risposta ad altri lanci di oggetti e atti di vandalismo.
Secondo il ministero dell’Istruzione le proteste hanno coinvolto circa 400 scuole, più del 10 per cento del totale. Le 440 persone fermate sono studenti delle scuole secondarie: il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha detto che circa due terzi dei fermi hanno portato ad arresti. Non si sa se le altre persone coinvolte siano ferite in maniera grave.

La polizia in tenuta antisommossa fuori da un liceo di Lille, Francia, 29 settembre 2026 (AP Photo/Jean-Francois Badias)
Le prime proteste erano state organizzate una decina di giorni fa da studenti delle scuole secondarie di Parigi contro le classi sovraffollate, i pesanti carichi di lavoro, la scarsa qualità dei materiali scolastici e la mancanza di personale. Si sono progressivamente allargate ad altre città, tra cui Marsiglia, Bordeaux, Lione, Lille e Rennes appunto, tra le altre.
Martedì le proteste sono coincise con lo sciopero nazionale indetto dai sindacati degli insegnanti, del personale ospedaliero e di altri dipendenti pubblici, sempre per chiedere migliori condizioni di lavoro nei vari settori. Le stime, variabili, dicono che agli scioperi hanno partecipato decine di migliaia di persone.
In alcuni casi insegnanti e studenti hanno protestato insieme. In una periferia di Parigi gli insegnanti hanno fatto un cordone protettivo attorno a un gruppo di studenti che protestavano, per proteggerli dalla polizia.
Anche per via della loro estensione le proteste sono diventate un motivo di scontro politico, in vista delle elezioni presidenziali in programma tra sette mesi. Diversi esponenti del governo del presidente Emmanuel Macron, a partire dal primo ministro francese Sébastien Lecornu, hanno criticato gli studenti e definito «irresponsabili» le proteste; Lecornu se l’è presa anche con gli esponenti della France insoumise, il partito di sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon, che hanno rivendicato il diritto degli studenti a manifestare.

Cassonetti dell’immondizia, bici in sharing e altri oggetti accatastati davanti all’ingresso del liceo Colbert a Parigi, 29 settembre 2026 (AP Photo/Nicolas Garriga)













