In Ungheria due ex ministri del governo di Orbán sono stati arrestati con accuse di corruzione

Un cartello con scritto: «oggi sono io, domani sei tu» sul seggio del deputato Miklós Seszták durante il voto per la revoca della sua immunità, 28 settembre 2026  (Boglarka Bodnar/MTI via AP)
Un cartello con scritto: «oggi sono io, domani sei tu» sul seggio del deputato Miklós Seszták durante il voto per la revoca della sua immunità, 28 settembre 2026  (Boglarka Bodnar/MTI via AP)

In Ungheria due ex ministri del governo di estrema destra di Viktor Orbán (primo ministro dal 2010 al 2026) sono stati arrestati con l’accusa di aver usato illecitamente decine di milioni di euro in fondi pubblici e di aver accettato tangenti in cambio di favori. Sono Balázs Hankó, ministro della Cultura fra 2024 e 2026, e Miklós Seszták, ministro dello Sviluppo nazionale fra 2014 e 2018. Sono stati arrestati lunedì, poco dopo la revoca della loro immunità da parte del parlamento, ed è il primo per politici di rilievo legati a Orbán.

Hankó è accusato di aver indirizzato illecitamente fondi ministeriali pari a 47 milioni di euro ad artisti e gruppi vicini al partito suo e di Orbán, Fidesz, e di averli usati per finanziare la campagna elettorale del partito. Seszták è accusato di aver ricevuto tangenti per influenzare l’acquisto di mezzi per l’azienda statale di autobus. Entrambi hanno respinto le accuse.

L’attuale primo ministro, Péter Magyar, vinse le elezioni ad aprile proprio sulla promessa di combattere la corruzione che aveva caratterizzato gli anni di Orbán e ripristinare i contrappesi democratici che l’ex primo ministro aveva gradualmente eliminato, trasformando l’Ungheria in un paese illiberale. In questi mesi Magyar ha iniziato a smantellare pezzo dopo pezzo il sistema con cui Orbán era riuscito a piegare le istituzioni del paese a meccanismi clientelari.

Lunedì il parlamento aveva rimosso anche l’immunità di Magyar, in un’indagine in cui è accusato di aver gettato nel Danubio il telefono di un uomo durante un litigio. Magyar stesso aveva invitato il parlamento a rimuovere la sua immunità. Si è dichiarato innocente e ha definito l’inchiesta contro di lui un tentativo del vecchio governo di Orbán di minare la sua reputazione.