Andy Burnham dice che i Laburisti proveranno a cambiare la legge elettorale del Regno Unito

Il primo ministro britannico Andy Burnham sul palco della convention annuale del suo partito a Liverpool, il 29 settembre
Il primo ministro britannico Andy Burnham sul palco della convention annuale del suo partito a Liverpool, il 29 settembre (AP Photo/Jon Super)

Il primo ministro britannico, Andy Burnham, ha detto che il suo Partito Laburista inserirà una riforma della legge elettorale nel programma per le prossime elezioni, previste entro il 2029. Cambiare il sistema rigidamente uninominale britannico è un impegno notevole, anche perché era tradizionalmente una richiesta dei partiti minori, penalizzati dal sistema attuale, mentre quelli maggiori come i Laburisti ne sono avvantaggiati. Burnham non ha precisato quale modello abbia in mente, ma in passato si era detto a favore di quello proporzionale.

Il Regno Unito ha da secoli un impianto uninominale, in cui cioè in ogni collegio viene eletto soltanto il candidato più votato, e le ultime grandi riforme elettorali, con l’estensione del diritto di voto alle donne, risalgono al 1918 e al 1928. Burnham ha presentato la riforma come un rimedio all’instabilità politica – è il settimo primo ministro in 10 anni – e alla possibilità che si insedi un «governo divisivo al 30 per cento dei voti o meno». Si riferiva a Reform UK, il partito di destra populista di Nigel Farage, e agli effetti distorsivi del sistema uninominale, specie quando ci sono molti partiti con percentuali di consenso simili: per esempio nel 2024 i Laburisti stravinsero le elezioni prendendo in totale meno voti del 2019, quando persero.

L’annuncio è comunque molto preliminare: la riforma avverrebbe solo in caso i Laburisti vincessero le prossime elezioni, che si disputeranno col sistema attuale. Burnham ha detto che già prima del voto intende coinvolgere anche gli altri partiti in una commissione sul tema, che quindi potrebbe presentare una proposta diversa.

Burnham ha annunciato l’intenzione di cambiare la legge elettorale durante un discorso alla convention annuale del partito, dove ha ricordato anche che i tesserati si erano espressi in favore di una riforma elettorale. Durante il discorso ha anche promesso una riforma che renda possibile nazionalizzare le aziende idriche britanniche, privatizzate a partire dagli anni Ottanta, e di ripensare «sul lungo termine» la relazione con l’Unione Europea dopo Brexit: non si è spinto a dire come, cioè se proponendo di tornare paese membro o di approfondire la collaborazione.