La Cina ha inviato due panda allo zoo di Atlanta, negli Stati Uniti, dopo la visita di Xi Jinping alla Casa Bianca

L'aereo che ha portato i panda dalla Cina agli Stati Uniti, atterrato all'aeroporto di Atlanta il 27 settembre (Zoo Atlanta/Handout via Xinhua/ABACAPRESS.COM)
L'aereo che ha portato i panda dalla Cina agli Stati Uniti, atterrato all'aeroporto di Atlanta il 27 settembre (Zoo Atlanta/Handout via Xinhua/ABACAPRESS.COM)

Due panda inviati dalla Cina sono arrivati allo zoo di Atlanta, negli Stati Uniti: è un gesto che si inserisce nella pluridecennale “diplomazia dei panda” con cui la Cina cerca di migliorare le relazioni con i paesi stranieri inviando loro dei panda. Il presidente cinese Xi Jinping aveva parlato dell’invio degli animali durante il suo incontro con il presidente statunitense Donald Trump alla Casa Bianca il 24 settembre.

La visita di stato cinese ha portato a pochi risultati concreti a parte un prolungamento della tregua commerciale con gli Stati Uniti: domenica è stato annunciato che i due paesi si sono accordati per ridurre i dazi su 30 miliardi di dollari di merci importate da ciascuno (quindi con un valore complessivo di 60 miliardi di dollari). I prodotti cinesi che saranno importati negli Stati Uniti con meno dazi includono fra le altre cose giocattoli e fuochi d’artificio, quelli statunitensi carne, latticini, cosmetici, carbone e legno.

Lo zoo di Atlanta aveva annunciato ad agosto che i due panda, il maschio Ping Ping e la femmina Fu Shuang, sarebbero arrivati grazie a un accordo con una delle due associazioni cinesi che si occupano della ricerca sui panda e del loro prestito all’estero. Sono stati trasportati da un aereo allestito appositamente per loro, con casse speciali, bambù e acqua, e un gigantesco panda disegnato sulla fusoliera, e sono arrivati domenica.

I panda sono apprezzati in tutto il mondo per il loro aspetto carino e per il loro comportamento goffo, e la Cina ha approfittato del fatto di essere l’unico paese in cui vivono in natura per controllare rigidamente la loro presenza all’estero. Tutti i panda inviati negli altri paesi e i loro cuccioli nati all’estero rimangono di proprietà dello stato cinese, e gli zoo esteri li “prendono in prestito” con contratti di affitto o di ricerca. Per questo la diplomazia dei panda funziona anche al contrario: quando i rapporti con un altro paese peggiorano, la Cina non rinnova i contratti o esige la restituzione degli animali.

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