Tajani dice che ci vorrebbe «molta più rigidità» da parte della magistratura

E che per garantire la sicurezza bisognerebbe «colpirne uno per educarne cento»

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Villaggio della Legalità alla Borgata Finocchio a Roma. (ANSA/FABIO CIMAGLIA)
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Villaggio della Legalità alla Borgata Finocchio a Roma. (ANSA/FABIO CIMAGLIA)
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Durante un evento sulla legalità organizzato da Forza Italia a Borgata Finocchio, alla periferia est di Roma, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha risposto a un intervento dal pubblico che chiedeva più sicurezza dicendo di essere a favore di «molta più rigidità» da parte della magistratura, invocando che sia applicato il principio: «colpirne uno per educarne cento».

Sono dichiarazioni piuttosto sorprendenti per il leader di Forza Italia, un partito che sotto la guida di Silvio Berlusconi aveva fatto del garantismo e della battaglia per limitare i poteri dei magistrati alcune delle sue caratteristiche più identitarie.

Tajani rispondeva a una donna che invocava maggiore sicurezza nelle periferie di Roma. Ha fatto un discorso in cui ha espresso solidarietà alle forze dell’ordine che, dopo aver arrestato qualcuno la sera tardi, prolungano il turno durante la notte per fare i verbali e «la mattina dopo se lo ritrovano che spaccia», perché i magistrati lo hanno rimesso in libertà.

«Chiedo a tutti i magistrati che decidono sugli arresti, è vero che c’è un problema di carceri riempite, ma dobbiamo anche dare dei segnali che garantiscano ai cittadini che i ceffi non possano agire impuniti», ha detto Tajani, aggiungendo che alcuni magistrati dovrebbero «mettersi la mano sulla coscienza».

Francesco Petrelli, presidente dell’Unione Camere Penali Italiane, l’associazione che rappresenta gli avvocati penalisti, ha detto che «l’idea di pene esemplari non dovrebbe avere casa nello stato di diritto».