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  • Mercoledì 23 settembre 2026

Sui gradini della Chiesa

Esce oggi in libreria il nuovo numero di COSE Spiegate bene, sulla Chiesa cattolica: prendete e leggetene tutti

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Cento anni fa la Chiesa cattolica non aveva un suo stato: arrivò nel 1929, con i Patti Lateranensi firmati da Mussolini, che diedero vita alla Città del Vaticano come la conosciamo oggi. Il Vaticano non è uno stato come gli altri, da molti punti di vista, in particolare quello dei conti: non riscuote tasse dai propri cittadini e non ha un’economia produttiva nel senso comune del termine. Si regge soprattutto sulle donazioni dei fedeli e su un patrimonio immobiliare e finanziario enorme, gestito da enti come lo IOR, la banca vaticana, e l’APSA, che amministra migliaia di immobili tra Italia ed estero.

Da oggi è in libreria il nuovo numero di COSE Spiegate bene, la rivista del Post pubblicata con Iperborea: si intitola La più grande organizzazione del mondo e non si ferma alle sue finanze: ne racconta – stando alla larga dalle inafferrabili questioni della fede – molti altri aspetti e funzionamenti, come la diffusione della Chiesa nel mondo, le storie che spiegano le feste comandate, il ruolo delle donne e le inchieste sugli abusi.

E risponde anche a domande più specifiche: chi ha la competenza dei miracoli? Cos’è davvero la Sindone? Perché nella legge italiana bestemmiare Dio e bestemmiare la Madonna non hanno lo stesso peso? E davvero per numero di “iscritti” la Chiesa può essere paragonata solo a Facebook? A quest’ultima domanda risponde Luca Sofri nell’editoriale introduttivo.

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Quando abbiamo scelto il titolo di questo numero di COSE Spiegate bene ci siamo naturalmente fermati a pensare: ma siamo sicuri? Siamo sicuri che la Chiesa cattolica sia in effetti la più grande comunità organizzata del mondo per numero di aderenti? Beh, a conti fatti lo è, coi suoi circa un miliardo e mezzo di aderenti (i numeri più completi li trovate a pag. 68): l’unica concorrenza matematicamente plausibile che esista è quella degli utenti di Facebook, che secondo le stime sono circa il doppio (il confronto è interessante, se ci pensate). Ma possiamo convenire che si tratti di generici umani che utilizzano uno stesso strumento (per quanto lo strumento tenda a renderli in alcuni aspetti simili) più che di una comunità con tratti comuni e condivisi.

Non che le disomogeneità manchino tra i cattolici del mondo, a cominciare dai diversissimi gradi di coinvolgimento con le pratiche religiose e dai diversissimi modi di esplicitarsi della fede. E non che le incoerenze manchino all’interno della stessa Chiesa cattolica, e non soltanto quelle che sono almeno pubblicamente disdicevoli (come quella più enorme e scandalosa, di cui parliamo a pag. 126): la più grande organizzazione del mondo è infatti diventata tale anche grazie a una comprensiva indulgenza nei confronti delle proprie contraddizioni, e alla convivenza di rigidità proprie di ogni settarismo assieme ad ampie tolleranze per ogni violazione di quelle rigidità. Una Chiesa capace di chiudere un occhio, atteggiamento sempre apprezzabile, ma che ha spesso mostrato anche di volerlo tenere chiuso a lungo, dispensando perdoni e ali protettrici con criteri discontinui e non sempre definiti, chiudendo un occhio anche su se stessa.

Contraddizioni che nacquero subito: la stessa aggressione ai mercanti nel Tempio, uno degli episodi più affascinanti e dibattuti della vita di Gesù e dei libri più sacri per la Chiesa, fu una violenza intollerante, troppo poco divina, o un’accettabile e unica deroga alla regola dell’amore per il prossimo? (Il dubbio precursore dei dubbi del pacifismo integralista: ci possono essere ragioni per la guerra? C’è un limite oltre cui le regole non valgono più?) Contraddizione eterna, che conobbe nel 2015 una replica e un rinnovo, quando papa Francesco si avventurò a dire che se qualcuno «dice una parolaccia contro la mia mamma, gli aspetta un pugno!». Predicare e razzolare è sempre stato un problema, nella Chiesa, e lo stesso fondatore aveva avvisato in una diversa occasione della possibile divaricazione tra le due, parlando di scribi e farisei (Matteo 23,3).

Così predicando e così razzolando la Chiesa cattolica è diventata protagonista e corresponsabile di tutto quello che di creativo e duttile, ma anche di pigro e inconcludente, associamo ai paesi dove il cattolicesimo è più forte, paragonati ai robusti e ambiziosi successi dei più severi paesi protestanti. Conoscere queste inclinazioni dell’organizzazione religiosa che tuttora – seppur con frequenti sopravvalutazioni – informa i funzionamenti di questo paese e le culture e le psicologie di gran parte dei suoi abitanti (anche di quelli non credenti), serve a capire non solo le cose di fede e religione, ma molto altro. E conoscere i suoi riti, i suoi poteri, le sue storie, le sue economie, i suoi cambiamenti storici (senza avventurarsi nei misteri della fede, misteri per definizione), permette di conoscere dei gran pezzi della storia del mondo, con quello che la conoscenza offre alla utile comprensione della realtà, ma anche per il solo piacere di possederla. Al Post iniziammo tanti anni fa spiegando uno degli equivoci più puntuali e diffusi rispetto a queste conoscenze: cosa fosse ovvero l’Immacolata Concezione, rispetto a quello che molti pensano (lo facciamo ancora in questo numero di COSE Spiegate bene, a pag. 225, perché quando si avvicina l’8 dicembre è sempre un attraente argomento di conversazione). Il timorato lavoro di divulgazione sui percorsi e gli accadimenti nella Chiesa da parte del Post si è poi arricchito di molto altro, e qui ne proponiamo un’aggiornata antologia, tra storie eterne e analisi del presente. È sempre bello scambiarsi un segno di pace.

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Le illustrazioni sono di Niccolò C. Cedeno, e gli autori e le autrici ospiti con i loro racconti e riflessioni sono Matteo Bordone, Gabriella Caramore, Jovanotti (il cui padre lavorava in Vaticano) e Mariapia Veladiano. Puoi acquistarlo anche sul sito del Post, con consegna gratuita.