Il ministro Valditara ha detto che il limite di studenti stranieri riguarderà solo quelli che non sanno l’italiano
In un'intervista al Corriere della Sera ha anticipato alcuni dettagli del decreto, ancora da approvare, che sta facendo molto discutere
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Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha specificato che la norma con cui il governo intende mettere un limite al numero di studenti stranieri nelle classi «riguarderà solo quelli che non conoscono adeguatamente la nostra lingua». Era un elemento già emerso, ma nell’intervista al Corriere della Sera Valditara ha dato qualche dettaglio in più sul decreto-legge che il governo dovrebbe approvare a breve, e che ha suscitato molte polemiche nonché un intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Al Corriere Valditara ha detto che «ci saranno criteri oggettivi» per stabilire a chi si applica il provvedimento. Ha detto che ne saranno esclusi gli studenti che hanno frequentato la scuola dell’infanzia e cominciano la prima elementare, e comunque tutti quelli che hanno frequentato alcuni anni di scuola in Italia. In Italia stando agli ultimi dati disponibili del ministero dell’Istruzione, risalenti a due anni fa, gli studenti che non avevano la cittadinanza italiana erano poco più di 911mila su un totale di oltre 7 milioni e 700mila, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. Non si sa però quanti di questi siano nati in Italia, pur non avendo la cittadinanza, né quanti di loro non parlino bene l’italiano.
Valditara ha fatto riferimento agli studenti stranieri appena arrivati in Italia, che quindi presumibilmente non conoscono la lingua. Ha detto che le classi con più del 20 per cento di studenti stranieri appena arrivati sono circa mille in tutta Italia e sono soprattutto alle elementari.
Stando agli annunci di Valditara e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il decreto-legge intende porre un limite alla percentuale di studenti stranieri che non conoscono bene l’italiano nelle classi: dovrà essere del 30 per cento rispetto al totale degli alunni di ogni classe. In Italia un limite agli studenti stranieri esiste già, del 30 per cento, stabilito da una circolare del 2010, quando era ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Ma ammette varie deroghe e non è vincolante. Il decreto-legge invece potrà rendere il limite vincolante.
Valditara ha detto che saranno gli Uffici scolastici territoriali, gli ex provveditorati, a coordinare la distribuzione nelle scuole degli studenti interessati dal decreto in modo tale da rispettare il limite. Gli studenti in più saranno eventualmente spostati in altre scuole vicine. Diversi presidi e sindacati temono invece che il provvedimento costringa molte persone a spostare i figli in scuole lontane da casa.
Valditara ha specificato che in casi estremi potranno esserci delle deroghe e che il governo prevede comunque di stanziare nuovi fondi per assumere più insegnanti per potenziare l’insegnamento dell’italiano agli studenti stranieri che resteranno nella stessa scuola. Sembra si riferisca alla classe di insegnamento A23, che comprende gli insegnanti che possono insegnare italiano agli stranieri nelle scuole secondarie, nelle classi in cui c’è almeno il 20 per cento di alunni con livello di italiano inferiore all’A2, ma non l’ha specificato.
Secondo Repubblica, il decreto-legge sarà esaminato dal Consiglio dei ministri giovedì. Per ora quindi non c’è un testo disponibile per sapere come concretamente funzionerà il limite.
Nell’intervista Valditara tra le altre cose ha commentato anche l’intenzione del governo di introdurre nelle scuole il divieto di indossare burqa e niqab, due diversi tipi di velo integrale usati da alcune donne musulmane per coprire interamente il corpo e il volto. Ne ha parlato come di una «questione di civiltà», ma è più che altro una presa di posizione propagandistica, visto che burqa e niqab in Italia sono indossati da pochissime donne.


