La procura maltese ha fatto ricorso contro l’assoluzione dell’uomo accusato di aver commissionato l’omicidio di Daphne Caruana Galizia

Un cartello con il volto di Daphne Caruana Galizia durante una manifestazione in suo ricordo a Valletta, Malta, 16 ottobre 2018 (AP/John Borg)
Un cartello con il volto di Daphne Caruana Galizia durante una manifestazione in suo ricordo a Valletta, Malta, 16 ottobre 2018 (AP/John Borg)

Il procuratore generale di Malta ha fatto ricorso in appello contro il verdetto di non colpevolezza emesso all’inizio del mese nei confronti dell’imprenditore Yorgen Fenech, accusato di essere il mandante dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia nel 2017. Caruana Galizia era nota per le inchieste sulla classe dirigente di Malta e sui suoi affari. Venne uccisa con una bomba piazzata nella sua auto: negli anni scorsi erano già stati condannati cinque uomini, considerati gli esecutori materiali dell’omicidio della giornalista.

Il 2 settembre una giuria popolare aveva ritenuto Fenech non colpevole di concorso in omicidio e di associazione a delinquere allo scopo di compiere un omicidio. Il verdetto era stato una sorpresa, era stato contestato dalla famiglia di Caruana Galizia e aveva causato manifestazioni di protesta a Malta. Il processo contro Fenech è stato molto seguito nel paese perché l’uomo era il sospettato più noto.

I dettagli su cui si basa l’appello non sono stati resi noti. Secondo il diritto maltese nei processi con giuria la possibilità di fare ricorso è limitata alle questioni di legittimità – ovvero se il processo si è svolto secondo le regole – e non riguarda questioni specifiche emerse durante il processo.

Otto giurati su nove avevano votato a favore della non colpevolezza di Fenech. Nei giorni successivi al verdetto la polizia maltese ha arrestato e interrogato tre giurati, un giurato di riserva e il marito di una giurata per alcuni post critici nei confronti di Caruana Galizia che avrebbero pubblicato o ripostato sui social. Per evitare faziosità in fase di formazione della giuria era stato chiesto ai giurati se avessero mai postato sui social qualcosa riguardo alle persone coinvolte. Inoltre si ritiene che una giurata abbia usato il cellulare mentre era in isolamento per il verdetto. Al momento sono tutti liberi su cauzione e nessuno di loro è stato formalmente accusato.