L’Arabia Saudita ha riaperto l’oleodotto Est-Ovest, con una portata ridotta

Un oleodotto saudita nel 2018 (Simon Dawson/Bloomberg)
Un oleodotto saudita nel 2018 (Simon Dawson/Bloomberg)

L’Arabia Saudita ha riaperto l’oleodotto Est-Ovest, chiuso dall’11 settembre dopo un attacco con droni che ne aveva danneggiato le strutture: la riapertura è stata confermata all’agenzia Reuters da alcune fonti, che hanno detto che una prima petroliera è stata rifornita già martedì sera. L’oleodotto Est-Ovest è lungo circa 1.200 chilometri e attraversa la penisola arabica in territorio saudita da est a ovest, dalla regione dei pozzi petroliferi di Abqaiq al porto sul mar Rosso di Yanbu. Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, con la chiusura dello stretto di Hormuz, è diventato fondamentale per spostare il petrolio saudita verso il mar Rosso e da lì esportarlo verso l’Europa e soprattutto l’Asia.

Una decina di giorni fa un attacco attribuito a milizie filoiraniane dell’Iraq lo aveva danneggiato: la portata attuale, dopo la riapertura, è ridotta, ma non è chiaro quanto sia lontana da quella massima di 7 milioni di barili al giorno. Per recuperare una piena funzionalità serviranno ancora circa 6 settimane. Dopo la notizia della riapertura martedì il prezzo del petrolio è sceso a 97 dollari al barile, la quotazione più bassa dall’8 settembre.